Riconoscimento record per il danno subito in seguito alla morte di un cavallo e al ferimento di una sua compagna di viaggio. Il risarcimento deciso dalla giudice Giorgia Sartoni del Tribunale di Forlì supera in totale i 2,3 milioni di Euro.
Riconosciuto, oltre al danno materiale per un soggetto valutato 3 milioni di Euro, anche il legame affettivo tra i due animali e i rispettivi proprietari.
L’incidente era avvenuto nel 2020 vicino a Cesena, sulla A14. Un tir aveva tamponato il van che trasportava cavalli da salto ostacoli verso un concorso che si sarebbe tenuto nel week-end.
Il van si rovesciò di lato, uno dei tre cavalli coinvolti morì nell’incidente.
Il Tribunale di Forlì ha quindiriconosciuto, in primo grado, la responsabilità del conducente di un autoarticolato coinvolto nel sinistro, condannando la società di autotrasporto e le rispettive compagnie assicurative a risarcire i danni subiti dai proprietari degli animali.
La causa civile era nata dopo l’incidente che aveva provocato la morte di un soggetto di elevato valore sportivo, la compromissione della carriera atletica dell’altra e il danneggiamento del mezzo che li trasportava.
Proprio la particolare qualità degli animali coinvolti ha reso il procedimento particolarmente complesso. Per quantificare il danno è stato infatti necessario ricorrere a valutazioni tecniche specialistiche capaci di stimare non soltanto il valore commerciale dei cavalli, ma anche le loro prospettive agonistiche e riproduttive.
Il giudizio era stato promosso sia dal proprietario di uno dei due cavalli sia dall’azienda agricola proprietaria dell’altra cavalla e del veicolo coinvolto, assistiti dagli avvocati Ilario Giangrossi e Paride Agnoletti del Foro di Forlì.
Al termine del procedimento il tribunale ha disposto un risarcimento di circa 1,7 milioni di euro a favore del proprietario del cavallo deceduto, protagonista in passato di numerose competizioni internazionali di salto ostacoli.
All’azienda agricola sono stati invece riconosciuti quasi 600 mila euro per i danni subiti dall’altra cavalla e dal mezzo di trasporto.
Una sentenza che richiama l’attenzione su un aspetto spesso poco considerato: i cavalli sportivi di alto livello rappresentano un patrimonio che va ben oltre il loro valore materiale, racchiudendo anni di selezione genetica, addestramento, risultati agonistici e prospettive future.
Ha spiegato l’avvocato Agnoletti: “Uno degli aspetti più significativi della sentenza riguarda il danno non patrimoniale. Il tribunale ha riconosciuto rilievo giuridico al legame affettivo instaurato tra i proprietari e i loro animali, valorizzando la sofferenza derivante dalla morte e dalla grave compromissione dei due cavalli. La decisione si inserisce in un orientamento giurisprudenziale in evoluzione, che tende a riconoscere il danno morale legato al rapporto con l’animale quando tale rapporto non sia puramente economico, ma sia caratterizzato da continuità, cura e coinvolgimento personale. Nel caso specifico, questo profilo risultava ancora più marcato. Si trattava di cavalli da competizione seguiti nel tempo, allevati, addestrati e inseriti in un percorso sportivo di particolare intensità, non riducibili a semplici beni materiali”.
Qui la fonte della notizia, da Cesena Today






















