Il ritrovamento di un puledro sbranato, trovato morto nelle prime ore di giovedì all’interno di un allevamento di Arena Metato, nel comune di San Giuliano Terme, ha riacceso l’allarme sulla presenza dei lupi nella zona.
Le condizioni della carcassa e la grandezza dell’animale predato fanno ritenere a Coldiretti Pisa che ad agire possa essere stato un branco.
L’organizzazione chiede ora interventi per allontanarlo, sostenendo che i lupi si avvicinino sempre più frequentemente alle abitazioni e alle attività del territorio.
Non si tratterebbe, infatti, di una presenza occasionale.
Avvistamenti ripetuti vengono segnalati da tempo anche nei pressi dei centri ippici di Arena Metato, un’area abitata e situata a poca distanza dalla via Aurelia e dal Parco di Migliarino, San Rossore e Massaciuccoli.
A Cavallo Magazine lo conferma Matilde Palo, responsabile dell’ASD Planet Horse, che si trova a breve distanza dall’allevamento colpito.
La sua è una testimonianza diretta: racconta di lupi osservati anche in pieno giorno, talvolta in gruppi di tre o quattro esemplari, mentre nel centro erano in corso le normali attività con cavalli, cani e bambini.
«Una volta un lupo è arrivato a circa quindici metri dal campo in cui stavo facendo lezione», ci ha raccontato.
Siete nella stessa zona dell’allevamento che ha avuto un puledro sbranato?
«Sì, il nostro centro ippico si trova vicino alla struttura che ha subito l’attacco. Da settimane, ormai da mesi, registriamo il passaggio di lupi nelle zone limitrofe.
E non siamo in mezzo alle montagne, né in una zona isolata: siamo vicini a un paese e a meno di un chilometro dalla via Aurelia. Capita spesso che, mentre faccio lezione in campo, nel terreno alle nostre spalle passi un branco di tre o quattro lupi, anche in pieno giorno».
Quando è avvenuto l’ultimo avvistamento?
«Lunedì mattina. Siamo arrivate in scuderia alle 6.30. Accanto a noi c’è un vivaio ormai chiuso, uno spazio molto grande e abbandonato: c’erano quattro lupi che stavano mangiando qualcosa al suo interno. Dal nostro parcheggio saranno stati distanti forse cento metri».
Come reagiscono i cavalli alla loro presenza?
«Credo che si siano un po’ abituati. Le prime volte guardavano con molta attenzione quando li vedevano passare; adesso, invece, spesso sono le persone ad accorgersi dei lupi prima dei cavalli, che non manifestano reazioni particolarmente evidenti.
Una volta stavo facendo lezione alle quattro e mezza del pomeriggio con un gruppo di cinque o sei ragazzini. Uno di loro mi ha detto: “Guarda, ma quello è un lupo?”. Mi sono girata: l’animale si trovava a circa quindici metri dal fondo del campo».
E i cani del centro come reagiscono?
«Segnalano la presenza dei lupi, ma anche questo rappresenta un pericolo. In maneggio abbiamo i nostri cani liberi: per loro quella è casa. Inoltre siamo una scuola di equitazione frequentata da bambini, anche molto piccoli. È una situazione che non può essere considerata sicura».
Avete segnalato questi avvistamenti alle autorità competenti?
«Sì, ma tutte le segnalazioni vengono raccolte e poi non sappiamo esattamente quale seguito abbiano. La prima volta che vedemmo un lupo chiamammo anche la Forestale. Siamo vicini a Migliarino e al Parco di San Rossore.
Ci venne risposto che i lupi non avevano mai fatto male a nessuno, che erano protetti e che non si potevano toccare né contingentare. È accaduto circa un anno e mezzo fa».
Ora, però, gli avvistamenti sembrano diventati più frequenti.
«Sì. Sappiamo che alcuni lupi del Parco sono monitorati attraverso un radiocollare, ma gli altri no. Ci sono anche soggetti giovani senza collare, che non vengono tracciati.
Il numero degli animali che vediamo comincia a essere importante: un conto è il passaggio occasionale di un singolo lupo, un altro è vederne transitare insieme tre, quattro o cinque».
Ricordiamo però la testimonianza di chi i lupi li incontra nel loro ambiente, e ha una opinione lusinghiera sul loro conto: la trovate qui.
Marco Pacini, Presidente Coldiretti Pisa ha dichiarato:
“Questo branco va allontanato. E’ una convivenza diventata pericolosa per loro e per cittadini. L’emergenza, come avevano previsto in assenza di interventi, si è spostata dalle campagne ai centri urbani. Ora è un tema di sicurezza pubblica. Le nostre proposte sono già sul tavolo del presidente Giani da mesi, dopo l’approvazione del Piano Faunistico Venatorio auspichiamo un’accelerazione sulle decisioni inderogabili”.
E conclude: “Quella del mondo agricolo non è mai stata una guerra contro il lupo e non lo sarà mai, nemmeno oggi ma è il momento di passata da una politica fondata quasi esclusivamente sugli indennizzi ad una gestione attiva della popolazione di lupi. Abbiamo assistito in questi anni alla scomparsa di centinaia di stalle in molte zone rurali, insieme alla sparizione di migliaia di capi. Va ristabilito l’equilibrio per salvare i nostri pastori ed il futuro delle nostre campagne dove i predatori, ma anche i cinghiali, sono una calamità per le aziende”.
Qui la fonte delle citazioni di Pacini, da Pisa Today





















