L’amministrazione di Istanbul, nel 2019 sospese per tre mesi la circolazione delle carrozze, i fayton, per i turisti sulle Isole dei Principi, un piccolo arcipelago di nove isole nel Mar di Marmara dove sono vietati i veicoli a motore e ci si sposta a piedi, in bicicletta o con piccoli mezzi elettrici. Prima del 2019 anche in carrozza.
Dato l’esito dell’esperimento di divieto, pensato per la tutela del benessere dei cavalli (autoctoni) e dell’immagine della moderna e turistica capitale della Turchia, l’anno successivo si decise che il divieto diventasse permanente. L’amministrazione acquistò i cavalli dai vetturini e si assunse la responsabilità della loro sopravvivenza e benessere in una scuderia municipale.
Si trattò all’ora di 51 cavalli. Tanti se si pensa che le licenze attive a Roma sono 15-16 e quelle di Palermo sono 36…
Gli ex-lavoratori a quattro gambe furono trasferiti, sotto la responsabilità del governo municipale di Istanbul, a Daday nella provincia di Kastamonu.
16 furono assegnati gratuitamente a centri (per estrazione). 35 trovarono casa da privati per uso da diporto.
Secondo quanto hanno raccontato alcuni affidatari alla stampa turca, alcuni cavalli all’inizio arrivano in condizioni davvero deplorevoli: magri ed emaciati. Per chi si assumeva la loro presa in carico non è stata propriamente una passeggiata…
E forse proprio per questo sono in molti a ritenere che i cavalli di fatto godano oggi di uno stile di vita più consono al loro benessere. Tuttavia… Anche in questo caso non è tutto oro quello che luccica…
L’altra faccia della medaglia
Secondo la Adalar Atları Platform, un gruppo che agisce in nome dei cavalli delle Isole, i soggetti comprati ai vetturini sono stati trasportati verso la loro nuova destination in maniera poco consona: in camion senza divisori e non specificatamente pensati per il trasporto di equidi in sicurezza.
A rendere ancora meno leggibile la vicenda sarebbe arrivata una nota ‘esplicativa’ della municipalità di Istanbul che attribuisce al Ministero dell’Agricoltura e delle foreste la scelta dei mezzi con i quali spostare i cavalli. In pratica, si ammette che i cavalli sono stati trasportati male, ma si dà la colpa a qualcun altro.
Inoltre, molti degli ex-lavoratori delle carrozze sarebbero oggi impiegati per le passeggiate dei turisti, questa volta a sella. Il che va benissimo in linea di principio se le cose sono fatte per bene. In molti casi però il nuovo utilizzo è lontano dal concetto di benessere che si presupponeva con il loro acquisto da parte della municipalità.
L’idea della municipalità di Istanbul ha dato sicuramente una risposta al tema del benessere animale impiegato nel trasporto dei turisti in carrozza. E sicuramente in questo senso un ritorno di immagine c’è stato. Però, già che si era messa mano alla questione, si potevano curare meglio ‘i dettagli’. Che sono quelle cose apparentemente marginali ma che, quando ci sono di mezzo i cavalli, spesso fanno la differenza.






















