Sarà il Museo Regionale “M. Accascina” di Messina a ospitare, venerdì 20 marzo 2026 alle ore 9:00 nella suggestiva Sala Cripta, l’evento culturale “L’Arte Equestre nel Rinascimento – ieri, oggi, domani: I Giovani e il Centauro”.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso culturale nazionale dedicato alle arti equestri, avviato a Mussomeli e destinato a proseguire nei prossimi mesi a Napoli e Mantova.
Un itinerario che unisce territori, istituzioni e comunità in un dialogo condiviso sul valore dell’arte equestre come patrimonio culturale vivente.
Il convegno rappresenta inoltre una tappa collaterale e di sostegno al progetto di candidatura UNESCO per il riconoscimento delle Arti, Tradizioni e Culture Equestri Italiane come patrimonio culturale immateriale, contribuendo a rafforzare la rete delle comunità portatrici e la consapevolezza attorno a un’eredità profondamente radicata nell’identità del Paese.
Un ponte tra Rinascimento e contemporaneità
La scelta del Museo “Accascina” assume un valore simbolico: le opere di Antonello da Messina e Girolamo Alibrandi creano un dialogo ideale tra la grande tradizione figurativa rinascimentale e la riflessione contemporanea sul rapporto tra uomo e cavallo.
Nella relazione tra cavaliere e cavallo si ritrovano infatti i valori cardine del Rinascimento — misura, armonia, disciplina e consapevolezza — oggi più che mai attuali per le nuove generazioni.
I giovani al centro del progetto
L’evento nasce dalla collaborazione tra istituzioni, scuole e realtà associative del territorio, con l’obiettivo di valorizzare l’arte equestre come linguaggio educativo capace di parlare ai giovani attraverso relazione, ascolto, equilibrio ed empatia.
In un’epoca segnata da frammentazione e distanza dalla dimensione naturale, il cavallo torna così a essere mediatore culturale e maestro silenzioso, capace di unire corpo, mente, spirito e ambiente.
Le voci dei protagonisti
«Le giostre e i tornei rinascimentali non erano solo spettacolo, ma un linguaggio simbolico che univa tecnica, etica e rappresentazione del potere», sottolinea Vincenzo Allegra, presidente Gattopardi Sicilia ed esperto di storia medievale e arte equestre. «Recuperarne il senso significa restituire profondità culturale alla nostra relazione con il cavallo».
«Il cavallo è un ponte tra psiche e cultura», aggiunge Matteo Allone, presidente de Il Centauro ODV. «Nella relazione con lui il giovane ritrova misura, ascolto e presenza: è un maestro silenzioso che educa all’equilibrio interiore e alla responsabilità».
A concludere, Rodolfo Lorenzini, presidente del Comitato promotore per la candidatura UNESCO: «Guardare al passato non significa tornare indietro, ma comprendere da dove nasce la nostra idea di bellezza, equilibrio e relazione. È questo che vogliamo restituire ai giovani».
Comunicato stampa



























