Quello del pascolo abusivo è un tema complesso. Soprattutto perché riguarda territori e leggi. Ma anche persone e cavalli.
La scorsa settimana, il Nucleo Carabinieri Forestale di Pontecorvo ha condotto una operazione in località Pastena, in Ciociaria, che è esitata in una denuncia all’Autorità giudiziaria per pascolo abusivo. La legge dice che lasciare il proprio bestiame a pascolare sui terreni altrui è reato.
Secondo il Dispositivo dell’art. 636 Codice Penale “Chiunque introduce o abbandona animali in gregge o in mandria nel fondo altri è punibile con la multa da euro 10 a euro 103. Se l’introduzione o l’abbandono di animali, anche non raccolti in gregge o in mandria, avviene per farli pascolare nel fondo altrui, la pena è della reclusione fino a un anno o della multa da euro 20 a euro 206. Qualora il pascolo avvenga, ovvero dalla introduzione o dall’abbandono degli animali il fondo sia stato danneggiato, il colpevole è punito con la reclusione fino a due anni e con la multa da euro 51 a euro 516. Il delitto è punibile a querela della persona offesa”.
La legge parla chiaro ma veniamo al caso specifico. Un cittadino, trovando alcuni cavalli al pascolo su un suo terreno ha chiamato le forze dell’ordine. Intervenuti sul posto, gli agenti dei Carabinieri Forestali hanno stabilito che i cavalli erano stati lasciati al pascolo in maniera ‘libera’ – che legalmente significa incustoditi – e avevano quindi sconfinato dove… l’erba era più verde. Ovvero a casa d’altri.
La tutela ambientale e tanto altro
Da un punto di vista istituzionale, i Carabinieri Forestali intervenuti a Pastena hanno rivolto un appello alla cittadinanza per la tutela del territorio, invitando a segnalare tempestivamente comportamenti presunti illeciti che possano, anche solo potenzialmente, causare danni alle risorse ambientali o mettere a rischio la salute della comunità.
Da un punto di vista più generale, il discorso assume però molte altre sfumature.
In primis, ce lo insegna l’esperienza, molti casi di pascolo abusivo o sconfinamento celano perimetri poco chiari in fatto di divisioni del territorio. Quando, addirittura, non sono l’espressione di contenziosi in cui gli animali vengono usati come ‘teste di ariete’ per esacerbare dissapori tra confinanti che non sono stati altrimenti risolti.
C’è poi un criterio etico di rispetto della proprietà altrui – recintata o meno -, che è sempre opportuno non calpestare senza permesso. Neanche con gli zoccoli dei propri cavalli…
Ma la considerazione più pregnante da un punto di vista di sicurezza riguarda proprio i cavalli. Ovvero, la loro sicurezza. Nessun animale dovrebbe essere lasciato ‘incustodito’ in uno spazio non delimitato. Di passo in passo, di ciuffo d’erba in ciuffo d’erba… ci sono le strade, i fossi, i dirupi…
Tutte situazioni per le quali i cavalli non ne escono quasi mai indenni.























