La lettiera: in paglia o in truciolo?

La lettiera è abitualmente una nostra scelta gestionale di scuderia. Ci sono casi invece in cui a scegliere è il cavallo. O meglio, il suo benessere

©MFusetti

Bologna, 15 febbraio 2021 – Il dilemma più comune nella scelta della lettiera ‘old style’. Paglia o truciolo?  Il segmento merceologico ha ampliato la gamma dell’offerta e per la lettiera del cavallo e nel tempo si sono adottati molti altri materiali. Ma nell’immaginario collettivo, il fondo del box continua a essere rappresentato in primis in paglia, quindi in truciolo.

La paglia necessita una lavorazione più ‘energica’: per un box davvero pulito c’è da fare un po’ più fatica. Di contro – sempre pensando a gestioni ottimali – è gradita al cavallo, generalmente poco polverosa e ha una buona proporzione resa/costo.

Il truciolo è più facile da gestire. Se il box viene fatto almeno una volta al giorno e ripassato frequentemente, è abbastanza semplice ottenere una lettiera stabile e pulita. Facile da immagazzinare, il rapporto qualità/prezzo è vario. Sul mercato si trovano lettiere a prezzi anche molto diversi tra loro.

Entrambe sono gradite ai cavalli che dimostrano la loro approvazione con gratificanti rotolate e pisolini a terra.

Però non sono entrambe adatte a tutti i cavalli. Il truciolo per esempio è sconsigliato con cavalli affetti da problemi respiratori. E la paglia è addirittura dannosa per i cavalli che hanno il vizio di mangiarsela.

Esistono infatti soggetti che, poco avvezzi alla paglia, quando se la ritrovano a disposizione in box, seppur sotto ai piedi, non riescono a limitarsi e cominciano a mangiarsela. E mangiarsela. E mangiarsela. Con il pericolosissimo risultato di incappare in una brutta colica.

In questi casi, quella della lettiera diventa una ‘non-scelta’: bisogna optare per quella che va meglio per il cavallo. Che è poi il concetto che deve guidare qualsiasi scelta nella gestione del nostro amico. No?

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