In molti ci avrebbero scommesso, anzi la quota era prossima al ‘no betting’… Fuori Marsicana e fuori anche Caroli, l’unica via che si ‘apre’ per Capannelle si chiama Zétema Progetto Cultura, società in-house di Roma Capitale. La gestione dell’impianto ippico della capitale è così stata infine affidata a Zétema, esattamente come già si vociferava molti mesi fa. Prima che tutto cominciasse.
Per chi non avesse seguito, facciamo un breve riassunto delle puntate precedenti.
Dopo 25 anni, Hippogroup Capannelle lascia con un contenzioso milionario aperto. Secondo il Comune Hippogroup non avrebbe onorato alcuni impegni che erano stati siglati a fronte di una significativa riduzione dell’affitto dell’impianto da pagare al proprietario (il Comune). Secondo Hippogroup il Comune non avrebbe ottemperato a ristrutturazioni e messe a norma spettanti al ‘padrone di casa’. Fatto sta che Hippogroup Capannelle restituisce le chiavi e il Comune, per far fronte alla stagione di corse 2026 indice un bando ponte. Al quale rispondono in due: Marsicana e Caroli.
Vince Marsicana e sembra che tutto si avvii al meglio ma, al momento della firma la società abruzzese blocca tutto.
Secondo il Comune, inspiegabilmente. Secondo Marsicana perché il Comune non ha mai fornito la documentazione “indispensabile per garantire una gestione legittima e conforme”.
Dopo qualche settimana di sconcerto – sembrava cosa fatta – si guarda a Caroli, la seconda classificata nel bando.
Ma il Masaf dice no. Secondo quanto riportato da Roma Capitale, attraverso l’assessore Alessandro Onorato, il Ministero avrebbe stabilito che la società Caroli non disponesse di “tutte le condizioni idonee per procedere con il riconoscimento della società di corse per la gestione dell’ippodromo di Roma Capannelle”.
E arriviamo quindi dal punto esatto in cui tutto era partito, ovvero Zétema Progetto Cultura.
Ma di fatto, a molti mesi dall’inizio di questo pasticcio politico-gestionale, com’è messo Capannelle?
Licenziati e riassunti (a tempo determinato)
Per quanto riguarda i lavoratori licenziati da Hippogroup Capannelle, è stato reso noto proprio ieri che è stato firmato con i sindacati confederati di Roma e Lazio Cgil, Cisl e Uil e con le Rsa l’accordo per assicurare la continuità operativa e gestionale dell’Ippodromo delle Capannelle.
Come annunciato da Onorato, Zétema, avvierà entro fine giugno una selezione pubblica che potrà valorizzare la professionalità e le competenze maturate dai dipendenti dell’ex concessionario Hippogroup.
«Entro luglio – ha spiegato l’assessore Onorato- si concluderà la fase di selezione di tutti i lavoratori, sia di quelli che con il precedente concessionario erano a tempo indeterminato sia di quelli a tempo determinato. Per tutti, ci sarà un contratto con Zetema a tempo determinato fino a dicembre 2027, con la clausola di salvaguardia sociale dei diritti acquisiti e la possibilità che in ogni momento i contratti potranno essere trasferiti alle medesime condizioni all’eventuale soggetto aggiudicatario del bando pubblico per la gestione».
Piste e impianti?
Con la promessa di una riapertura a settembre, l’ippica romana attende impaziente di vedere mirabilie che al momento però non sono ancora state messe in campo. Allo stato attuale, i soliti bene informati locali segnalano alcuni lavori di scerbatura e qualche camionata di sabbione. Ma delle famose opere di messa a norma che avrebbero fatto perdere oltre sei mesi di tempo al momento non sembrerebbe ci sia notizia.
In compenso, nell’ultima edizione del calendario delle corse del Masaf che data inizio giugno, a partire da settembre si evince che i cavalli dovrebbero ricominciare a correre. Ma anche questo fatto è oggetto di scommesse tra gli addetti ai lavori…























