La storia che abbiamo il piacere di raccontare ci arriva diritta dai campi gara di Busto Arsizio dove da Etrea è in corso di svolgimento un concorso. Ma non è una semplice storia di sport. È un esempio della determinazione che serve per creare un lieto fine anche quando i presupposti sono così-così…
Ieri, in campo prova, un pony – sono quasi sempre loro i più ‘agguerriti’ – ha scaricato il proprio cavaliere e superando ogni recinzione e perimetro, è riuscito a sparire nel bosco.
Un bosco, come facilmente intuibile, molto antropizzato ma non privo di rischi per un ponetto che se l’era svignata completo di sella e finimenti.
Le ricerche sono partite istantaneamente. Ma si sa… quando un cavallo si sente ‘inseguito’, difficilmente si ferma a riflettere…
Ed è così che dopo sei ore – dicasi sei ore – di ricerche in sella, in bici, in moto e a piedi, i proprietari del pony, che avrebbe dovuto essere scuderizzato in loco per il concorso, hanno deciso di passare al piano B e predisporre la sistemazione di fototrappole per la notte con l’aiuto di cavalli di un centro vicino. Ovviamente nel mentre è stata allertata ogni possibile forza dell’ordine, dalla polizia ai vigili del fuoco… Niente, il pony non era da nessuna parte.
Il concorso è proseguito ma occhi e pensieri di tutti sono stati rivolti al bosco per tutto il tempo, con la normale preoccupazione per ciò che avrebbe potuto succedere se il pony fosse rimasto bloccato con i finimenti in un ramo o se fosse riuscito in qualche modo a raggiungere una strada.
Finita la giornata di gare però, ci sono stati quattro ragazzi che non se la sono sentita di andare a casa senza aver fatto un ultimo tentativo. Anche se al concorso erano lì per lavorare dalla mattina ed era stata una giornata assurdamente calda.

Così, Carolina, la speaker, Sara, la buttafuori, Lara, la veterinaria ed Emanuele, 9 anni, si sono armati di capezza e lunghina e hanno deciso di fare un ultimo giretto nel bosco, facendosi tracciare per tutto il loro percorso in modo dare indicazioni, in tempo reale, ai proprietari del pony e alla segreteria di dove fossero.
E a qualche chilometro dal centro (nell’immagine satellitare in basso al centro), la loro tenacia è stata ricompensata. Hanno trovato il pony che si è lasciato avvicinare e prendere senza fare storie. Era ancora sellato e con le redini sul collo. Senza neppure un graffio. Hanno comunicato in diretta ogni attimo dell’avvicinamento fino a quando non hanno avuto salde in mano le redini.
Ovviamente è stata una esplosione di gioia quando la piccola peste grigia è stata catturata ed è tornata nel suo box indenne.
Ed è stata anche la dimostrazione che quando la solidarietà si mette in marcia con positiva ostinazione non la ferma proprio nulla. Neanche un pony in fuga.
Ora, abbiamo avuto la fortuna di venire a conoscenza di questa bella storia con il concorso ancora in via di svolgimento. Ci auguriamo che per Carolina, Sara, Lara ed Emanuele – oltre alla loro soddisfazione per essere riusciti a riportare il pony a casa sano e salvo – ci sia almeno una bella coccarda ricordo! Il loro è stato un magnifico percorso netto!

























