È il compito della satira: far riflettere. E così, da una delle solite foto che diventano virali con i social, ecco un pensiero… In tanti, in questi giorni sferzati dai venti di guerra – sul campo ed economica – hanno evocato il periodo di austerity degli anni ’70. Lampioni accesi uno sì e uno no. Targhe alterne. I più diversi mezzi di trasporto, cavalli compresi. Tutto pur di risparmiare carburante ed energia.
Con un moto di tenerezza per quando si era più giovani, c’è stato anche dell’entusiasmo per quel momento in cui ‘siamo stati meglio quando stavamo peggio’. Ma è stato solo un attimo.
Riflettiamo un po’.
Come arriva il fieno, la paglia, il truciolo in ogni scuderia?
Con il camion.
Come funzionano i trattori che li producono?
Con il gasolio.
Come arrivano i farmaci, il cibo e tutto ciò che occorre al nostro cavallo?
Con il camion.
Come vengono prodotti?
Con consumo di energia sempre più cara.
Come viaggia il veterinario se deve venire a visitare il nostro cavallo?
Con la macchina.
Come si sposta il groom che deve venire a lavorare in scuderia?
Con un mezzo a motore.
Come arrivano i ferri al nostro maniscalco che poi li porta in scuderia quando viene a ferrare?
Con il furgone.
Insomma, si potrebbe andare avanti per ore ma la conclusione sarà sempre la medesima: custodire e provvedere alle necessità del nostro cavallo, in tempi di shock energetico, sarà necessariamente più costoso.
Sarà perfino più costoso per noi andare in scuderia, ammesso che non si abbia la fortuna di avere il cavallo ‘a casa’.
Prima che ci si ritrovi con missioni impossibili per provvedere al mantenimento e al benessere dei nostri amici a quattro gambe, meglio aguzzare l’ingegno.
Ottime le centrali di acquisto per tagliare i costi di spedizione. Ottima la stagionalità degli acquisti per approvvigionamenti quando le materie prime costano meno. Va bene anche la riduzione dello spreco di elettricità in scuderia… Insomma… prima di pensare che con il diesel a 2 euro e 50 potremo presto tornare a percorrere le vie del centro in sella, facciamo bene due conti e concentriamoci su quello che serve davvero ai cavalli.
























