Di Paola: l’addestratore di cavalli deve avere uno status giuridico

Gli addestratori di cavalli? Trasformano un prodotto agricolo in atleta, quindi la loro figura va valorizzata

Marco Di Paola parla della figura dell'addestratore di cavalli(ph. Marta Fusetti)
Roma, 19 novembre 2020 – Un lessico abbastanza inedito  per sottolineare l’importanza della professionalità di una figura componente la filiera equestre.

E’ quello che il presidente della Federazione Italiana Sport Equestri, Marco Di Paola, ha usato ieri alla Commissione Agricoltura della Camera per rilevare l’importanza di quella dell’addestratore di cavalli, figura di fondamentale importanza per il futuro dei suoi “allievi”.

“Bisogna riuscire a coniugare l’aspetto sportivo del cavallo con quello agricolo, riconoscendo ai circoli ippici affiliati alle federazioni la stessa normativa che viene applicata all’agricoltura per il loro ruolo di allevatori”, ha detto Di Paola, che continua: “il cavallo, quando nasce, è evidentemente un prodotto agricolo: per diventare un prodotto sportivo subisce un’attività di trasformazione, che dura dai 18 mesi sino agli 8 anni del cavallo. Un aspetto molto importante da considerare nella legge è propri il ruolo giuridico degli addestratori: nella realtà sono anche agricoltori che “trasformano” il cavallo da prodotto agricolo a cavallo-atleta (uno status che è stato finalmente riconosciuto nella legge delega sullo Sport, alla quale sta lavorando il Ministero. Una diversità da superare questa diversità normativa di trattamento, altrimenti abbiamo un doppio binario da gestire che potrebbe pregiudicare lo sviluppo del settore del cavallo sportivo”

Il presidente Fise continua: “Dal punto di vista economico, è importante valorizzare l’aspetto dell’addestramento, non solo per i cavalli nati in Italia, ma anche per i cavalli che sono addestrati in Italia. Riconoscere uno status giuridico anche agli addestratori di cavalli nati all’estero ma addestrati in Italia favorirebbe il loro rapporto con l’estero. L’addestratore è l’anello debole della catena: attirare nel nostro paese altri prodotti agricoli da trasformare e rendere l’Italia un punto di riferimento in questo settore. L’allevatore fa nascere il cavallo, ma nel giro di 6 mesi ha concluso il suo compito. A quel punto interviene l’addestratore, ma il problema operativo è come far rientrare questa figura all’interno della filiera agricola, perché gli vengono attribuite delle competenze sportive che in quel momento sono ancora premature, perché il cavallo diventa un prodotto sportivo quando ha completato il suo percorso. Bisogna capire come riuscire ad armonizzare queste due situazioni”.

Il che non è solo una questione di parole.

Qui la fonte della notizia relativa all’addestratore di cavalli, da Agipro.