Oggi è stata presentata alla stampa la Premier Jumping League, un nuovissimo circuito internazionale di salto ostacoli riservato a 16 squadre composte da amazzoni e cavalieri di qualunque nazionalità che prenderà il via nel mese di marzo del prossimo anno lungo un percorso di 14 tappe fino a novembre. Sensazionale il montepremi annunciato a copertura dell’intera serie: 300 milioni di dollari… !
La PJL non avrà uno sponsor principale: si avvarrà di una serie di importanti sostenitori che potranno beneficiare non solo dalla visibilità data da ciascun evento sul territorio, ma anche dalla trasmissione gratuita della serie di competizioni per gli spettatori di tutto il mondo prodotta dalla società Box to Box Films.
L’inventore della PJL è Frank McCourt, l’uomo che a suo tempo era stato a fianco di Jan Tops nella realizzazione della Global Champions League. A proposito della McCourt Global si legge nel comunicato di lancio della PJL: «McCourt Global è un’impresa diversificata che costruisce il futuro nei settori immobiliare e delle infrastrutture, dello sport, della tecnologia e dei media. Grazie a un portafoglio globale, l’azienda combina competenze operative e capitali strategici per sviluppare progetti di grande impatto che creano valore economico e sociale a lungo termine. Fondata dal presidente esecutivo Frank McCourt, imprenditore civico e costruttore di quinta generazione, e guidata da un team dirigenziale internazionale, McCourt Global si basa su un’eredità di 133 anni di sviluppo di infrastrutture e di risultati finanziari solidi, insieme a un impegno per l’impatto sociale: un approccio che ha avuto inizio con la società originaria della famiglia McCourt a Boston nel 1893. Il portafoglio di McCourt Global comprende McCourt Partners, la società immobiliare e di infrastrutture; l’Olympique de Marseille, l’iconica squadra di calcio della Ligue 1; la Premier Jumping League, una competizione mondiale di salto ostacoli che sta ridefinendo questo sport; e Project Liberty, un’iniziativa volta a costruire un Internet migliore in cui gli individui abbiano un maggiore controllo sui propri dati nell’era dell’intelligenza artificiale».
Al momento non è ancora definito nei dettagli l’intero programma, anche perché dovrà essere sottoposto all’approvazione della Fei e alla conseguente formalizzazione in occasione dell’assemblea generale della stessa federazione internazionale prevista per la fine di quest’anno. Certo è difficile immaginare un calendario agonistico che comprenda la Premier Jumping League, il Global Champions Tour, la Longines League of Nations, la Coppa del Mondo, più il campionato internazionale dell’anno e tutti i grandi concorsi ippici della serie Rolex… Ma Nick McCabe, direttore del circuito, dichiara con sincerità: «Non vogliamo sovrapporci ad alcun altro grande evento agonistico, cercheremo di evitare il più possibile coincidenze che possano penalizzare grandi competizioni già esistenti».
Dice Frank McCourt, fondatore e presidente della PJL: «Per troppo tempo, molti dei migliori cavalieri del mondo sono stati costretti a scegliere tra la valorizzazione del proprio talento e della propria passione e la possibilità di costruirsi una carriera sostenibile. La PJL cambierà questa situazione creando un percorso chiaro e praticabile che consenta agli atleti di guadagnarsi da vivere gareggiando ai massimi livelli, senza compromettere le tradizioni e i valori che definiscono il salto ostacoli. Allineando opportunità, prestazioni e impegno, stiamo ridefinendo il futuro di questo sport e consentendo ai suoi atleti più talentuosi di dedicarsi completamente all’eccellenza».
Aggiunge Liza Lazarus, consulente capo per il settore dello sport equestre: «Non c’è grandezza nello sport equestre senza il benessere e la sicurezza del cavallo. La progettazione delle competizioni, la programmazione, l’approccio ai viaggi e la supervisione veterinaria della PJL rifletteranno standard senza compromessi di cura, riposo e processo decisionale responsabile in ogni fase del percorso».
Infine la testimonianza dei cavalieri. Dice l’amazzone statunitense Laura Kraut: «Una medaglia d’oro olimpica è la cosa più grande che si possa ottenere in questo sport. Eppure, per gli atleti di salto ostacoli come me, spesso le opportunità commerciali non ne derivano di conseguenza. Il divario tra ciò che gli atleti raggiungono e ciò che riescono a costruire la dice lunga sulle limitate infrastrutture dello sport nel convertire i risultati d’élite in riconoscimento e ricompensa. Accolgo con favore i valori della PJL per riformare questo modello in modo da creare opportunità di guadagno per tutti i soggetti coinvolti».
Il numero uno del mondo, il britannico Scott Brash, dichiara: «Con i cavalli – e nel nostro sport in particolare – l’apprendimento non si ferma mai. Uno dei miei obiettivi principali è contribuire a far progredire lo sport, creando un ambiente migliore per gli atleti, i cavalli, tutti i soggetti coinvolti e coloro che seguono questo mondo. Credo che la PJL ci offra una piattaforma significativa per affrontare queste importanti discussioni. Gareggiare ai massimi livelli comporta costi enormi e, per la maggior parte dei cavalieri, garantire il sostegno finanziario dedicando al contempo il tempo necessario allo sport è un continuo esercizio di equilibrio. Ciò che rende la PJL così influente è che premia i cavalieri in un modo che ci permette di dare davvero la priorità sia al nostro benessere che a quello dei nostri cavalli, rendendo possibili l’allenamento a tempo pieno e un riposo adeguato. È qualcosa di veramente rivoluzionario».
























