Natalie de Noailles. Anzi, per la precisione Natalie Valentine Marie de Noailles: nata nel 1927 (ci ha lasciato nel 2004), discendente di un’antichissima famiglia aristocratica francese. Naturalmente amazzone di eccellente bravura.
Nel 1949 Natalie sposa Alessandro Perrone (importante cavaliere, giornalista, imprenditore anche nel mondo della televisione, editore… un uomo dai mille talenti) e acquisisce la nazionalità italiana per effetto del matrimonio.
Nel 1953 Natalie Perrone partecipa al Chio di Nizza dal 18 al 27 aprile: il capo équipe Antonio Gutierrez la inserisce nella squadra ufficiale italiana in sella a Cyrano B insieme a Vincenzo Bettoni su Litargirio, Fausto Puccini su Albore e Paolo Spezzotti su Amok (Italia al 5° posto), facendola diventare così la prima donna della storia a far parte di una formazione azzurra in Coppa delle Nazioni.
Nizza finisce il 27 aprile: il giorno 1 maggio di quel 1953 comincia in Piazza di Siena il Chio di Roma. C’è una folla strabordante il giorno della Coppa delle Nazioni. Antonio Gutierrez schiera Salvatore Oppes su Nangis, Natalie Perrone su Voltigeur, Piero d’Inzeo su Uruguay (cavallo precedentemente di proprietà proprio di Natalie Perrone), Raimondo d’Inzeo su Merano. Ci sono anche Francia, Germania, Gran Bretagna e Ungheria. L’Italia vince!
Natalie Perrone, dopo essere stata la prima amazzone della storia a far parte di una squadra azzurra, diventa così anche la prima amazzone della storia schierata dall’Italia in Coppa delle Nazioni in Piazza di Siena… E di conseguenza anche la prima amazzone della storia ad aver vinto con l’Italia una Coppa delle Nazioni: averlo fatto in Piazza di Siena è come essere stati benedetti dalla divinità dello sport nel tempio supremo…
Nella foto qui pubblicata si vede il momento in cui la squadra azzurra celebra la vittoria: da sinistra Natalie Perrone, Antonio Gutierrez, il presidente della Repubblica Antonio Segni, la principessa di Persia Soraya, Salvatore Oppes, il presidente della Fise conte Ranieri di Campello, Piero d’Inzeo e, seminascosto dal fratello, Raimondo d’Inzeo.
























