Gli eventi sportivi di massimo livello internazionale sono quelli che alimentano la leggenda dei grandi campioni, dei fuoriclasse, donne e uomini che segnano epoche, discipline, competizioni… Storia, alla fin fine. Storia dello sport, e quindi anche storia della vita.
Lo Csio di Roma è uno dei più importanti concorsi ippici internazionali del mondo e dentro il suo svolgimento ormai secolare si articolano storie meravigliose, imprese eccezionali, record da registrare nei libri d’oro dello sport. I nomi degli autori di tutto ciò sono ovviamente quelli dei più grandi atleti – a due e quattro gambe… – che abbiano caratterizzato il salto ostacoli agonistico dagli albori della vita della specialità fino ai giorni nostri.
Se ne potrebbero raccontare a decine, in effetti, ma qui puntiamo l’attenzione su qualcosa di davvero sensazionale. Parliamo di Coppa delle Nazioni: quella gara che nella versione a cinque stelle si disputa una sola volta all’anno per nazione, quella gara in cui gli atleti rappresentano il proprio Paese e che per questo vengono selezionati ciascuno dalla propria federazione di appartenenza tramite il commissario tecnico, quella gara a cui tutti sognano di partecipare a maggior ragione se nello Csio di casa, al cospetto del proprio pubblico.
Ebbene, esiste un cavaliere che nella Coppa delle Nazioni di Roma ha realizzato un’impresa unica, esclusiva, un record che perfino i fenomenali fratelli d’Inzeo non sono riusciti a eguagliare. Questo cavaliere è Graziano Mancinelli.
Mancinelli ha partecipato 23 volte alla Coppa delle Nazioni in Piazza di Siena (tra il 1960 e il 1985), le prime 18 consecutive, vincendone in totale 13. E già questi numeri hanno dell’eccezionale… ma c’è qualcosa di ancora più straordinario di tutto ciò. Ed è questo: nelle ultime 12 delle 18 consecutive, Graziano Mancinelli ha montato un cavallo sempre diverso. Dodici anni: dodici cavalli. Ogni anno un cavallo mai montato prima né mai riproposto dopo. Stiamo parlando di Coppa delle Nazioni: e stiamo parlando di quella di Roma…
Riflettiamo un attimo, anche considerando la realtà attuale e quella che è stata vissuta da allora fino a oggi: quanto è difficile preparare un cavallo per quel livello? Quanto è difficile arrivare ad avere in scuderia un cavallo in grado di competere a quel livello? Quanti cavalieri sono o sono stati in grado di essere selezionati più di qualche volta per una gara di quel livello?
Graziano Mancinelli nell’arco di dodici anni ha presentato ogni anno un cavallo diverso per gareggiare in quella Coppa delle Nazioni che è tra le più importanti del mondo e che per ogni atleta italiano è senz’altro la più importante del mondo. Dodici anni, dodici cavalli.
Dodici anni, dodici cavalli: nessuno come Graziano Mancinelli, mai.
LA SERIE RECORD DI GRAZIANO MANCINELLI
1966 THE ROCK 1° posto
1967 OXO BOB 5° posto
1968 PETTER PATTER 1° posto
1969 PALABRAS MAJORES 3° posto
1970 TALISMAN 3° posto
1971 FIDUX 2° posto
1972 AMBASSADOR 1° posto
1973 SCEPTRE 2° posto
1974 BEL OISEAU 1° posto
1975 LYDICAN 1° posto
1976 LA BELLA 1° posto
1977 URSUS DEL LASCO 1° posto
























