Da outsider, leggendo le news che arrivano dagli States verrebbe da pensare che al BLM, il Bureau of Land Management, l’ente che ‘governa’ le enormi distese di terre pubbliche, 245 milioni di acri in 12 diversi stati, le idee siano un po’ confuse…
Nel Sand Wash Basin, in Colorado, dove insiste una mandria di circa 300 wild che spesso è stata al centro di molte controversie – tra chi li difende e il BLM che li vorrebbe di molto ridotti per numero – è cominciato l’annuale round-up con gli elicotteri.
Come funziona? Il branco viene ‘inseguito’ dall’alto dagli elicotteri che spingono gli animali verso dei recinti trappola. Inutile descrivere il terrore degli animali e i numerosi incidenti di cui sono vittime – soprattutto gli anziani e i puledri – mentre scappano da qualcosa che per loro corrisponde a un pericolo più che mortale.
Del branco del Sand Wash Basin, quando sarà tutto nei pen – così si chiamano i recinti – 55 soggetti verranno separati dai compagni di sempre e ‘rilasciati’. Gli altri 245 rimarranno nei recinti. Qualcuno verrà – forse – adottato. Altri verranno venduti all’asta per pochi soldi, con il rischio – probabile – che commercianti poco onesti li acquistino per spedirli in Canada o Messico (quando il traffico degli animali riprenderà e lo spauracchio dello screwworm sarà passato) verso i mattatoi. La vendita di cavalli per i mattatoi oltreconfine sarebbe una pratica vietata per legge del Congresso ma, come sempre, bisognerebbe che ci fosse una vigilanza meno compiacente così come emerso di recente da una inchiesta giornalistica.
L’altra faccia della medaglia
Sull’altro fronte, sempre il BLM, sta per spendere una montagna di soldi, 30 milioni di dollari, per i programmi di sterilizzazione selettiva all’interno dei branchi di wild proprio per contenerne il numero.
Anche in questo caso, vediamo come funziona. Il personale specializzato, somministra dei vaccini per il controllo della fertilità nelle femmine con dei dardi laddove i terreni sono troppo impervi per raggiungere gli animali diversamente. Anche in questo caso si tratterebbe di una interferenza umana nella vita dei wild ma tutto sommato molto meno cruenta dei round-up e soprattutto eviterebbe che la popolazione equina crescesse tanto da dover poi essere ‘selezionata’ come al Sand Wash Basin.
È stato calcolato che ogni branco cresce in media del 15-20% all’anno. Molto più velocemente di quanto impieghi un cavallo a compiere il proprio ciclo vitale in libertà. Quindi, tra nuovi nati, giovani e vecchi, il numero cresce annualmente in maniera esponenziale.
Il BLM ha dichiarato che nel 2025 sono stati somministrati 921 vaccini per il controllo della fertilità. Pochissimi secondo le varie associazioni di difesa dei wild che da oltre 20 anni indicano questo sistema di controllo demografico come l’unica vera risposta alla crescita incontrollata dei branchi.
Non dimentichiamo che alla fine, evitare che il branco sia troppo numeroso rispetto alle possibilità del pascolo che offre il luogo che lo ospita significa evitare anche che i cavalli patiscano fame e privazioni…
Un tempismo che non convince
La domanda vera è: perché solo ora? Se la politica di controllo della fertilità fosse stata sostenuta già anni fa sarebbe costata meno, sarebbero stati sacrificati meno cavalli, si sarebbero risparmiati i round-up che comunque hanno un bel costo…
L’unica risposta che ci viene in mente per questo quesito risiede in qualcosa di molto lontano dai cavalli o dall’attenzione che si dovrebbe loro dedicare. Secondo i sondaggi, il tema dei wild è molto sentito tra la base elettorale negli States. I wild corrispondono a un tratto identitario sostenuto anche oltre le associazioni che tradizionalmente cercano di tutelarne le sorti.
Lasciare che prolifichino incontrollatamente per poi ammassarli in recinti che non a caso vengono anche chiamati ‘kill pen’ è avversato in maniera trasversale e palese da una larga fetta di elettorato, tanto repubblicano quanto da quello democratico. E le elezioni di mid-term si avvicinano…






















