Quanto si può amare il proprio cavallo? Non c’è limite. A fronte di tanti che impiegano il cavallo male, ‘solo’ come un mezzo – in ogni ambito – ci sono poi storie che parlano di un legame così profondo da poter difficilmente essere descritto.
In questi giorni spesi tra Mondiali e Ferragosto, da Pian Munè di Paesana, in provincia di Cuneo, ci arriva una storia triste ma nello stesso tempo meravigliosa. Perché parla proprio di quell’amore lì. Quello che non si può descrivere.
Sono le 15,30 circa. È Ferragosto. Ai Vigili del Fuoco volontari di Barge arriva una chiamata per soccorrere un cavallo rimasto ferito in una zona impervia. L’animale si trova in un punto difficilmente accessibile e nonostante gli sforzi dei soccorritori, alla fine purtroppo il cavallo non ce la fa. Muore sul posto con accanto il suo disperato proprietario che appena l’animale si spegne, sconvolto, viene a sua volta colto da un malore. Una coincidenza? Secondo noi no.
Fortunatamente, i Vigili del Fioco sul posto – come sempre attrezzati per qualsiasi evenienza – riescono a soccorrere almeno lui. Lo stabilizzano e lo affidano ai sanitari che a loro volta ne predispongono l’invio in ospedale.
Chi era sul posto ha raccontato di un improvviso crollo emotivo e fisico dell’uomo, sconvolto per il cavallo…
Non sappiamo come stia l’uomo in questione. Ci auguriamo davvero che si stia riprendendo. Ci dispiace molto per il povero cavallo ma siamo certi che, per poco o tanto tempo che sia, in quell’attimo non è stato solo.






















