Premessa doverosa: non sono tutti così. In Sicilia ci sono anche tante persone che tengono i propri cavalli con competenza e passione. Però, quelli che finiscono nelle notizie di cronaca sono altri… E per altri motivi. La Sicilia Orientale ha una discreta popolazione equina e una lunga cultura equestre. Cavalli se ne vedono in giro molti. Ci sono buoni centri e agriturismi. E poi ci sono… gli altri. Nelle campagne del Val di Noto, tra Noto e Rosolini, le forze dell’ordine hanno condotto una operazione rivolta alla tutela della salute pubblica e del benessere animale. Sei aziende agricole hanno ricevuto la visita delle forze dell’ordine che durante il proprio intervento hanno rilevato diverse irregolarità.
I controlli dei Carabinieri della Compagnia di Noto, congiuntamente a personale dell’Asp – Servizio Sanità Animale locale, hanno portato alla luce violazioni dalle quali è scaturito il blocco della movimentazione degli animali, il sequestro dei capi non in regola e la contestazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di oltre 25.000 euro.
Il solito: animali non censiti, gestione al di fuori di qualsiasi regola e regolamento, inosservanza delle normative basiche e, in questo caso, passaporti rubati.
Il dato che fa riflettere è che l’operazione ha toccato la condizione di ben ventisei cavalli risultati sprovvisti dei documenti di accompagnamento/passaporto necessari per l’autorizzazione alla movimentazione e di attestazioni sanitarie. Non uno o due: ventisei.
Cinque sono risultati privi di identificazione anagrafica e cinque privi della prescritta denuncia di nascita. Altri cinque, censiti in banca dati, sono risultati però fisicamente assenti durante l’ispezione mentre due cavalli sono stati rintracciati in comuni diversi rispetto a quelli dove erano ufficialmente registrati, senza che fosse stata effettuata la prevista comunicazione.
Questo quanto riportato dalle forze dell’ordine.
Precisazione d’obbligo: nessun maltrattamento
Tra le note dell’intervento, va detto, allo stato attuale non vi è menzione che i cavalli fossero maltrattati o denutriti. Tuttavia, la loro condizione di ‘fantasmi’ non mette molto tranquilli. Sicuramente si tratta di cavalli di padroni che vivono solo per loro (il 12 aprile c’è la Cavalcata…) che hanno la sola colpa di non aver ottemperato a doveri burocratici… Però, se sono stati messi dei paletti, delle leggi, significa che non si può solo contare sulla ‘bontà’ di molti per evitare i disastri che fanno i ‘meno buoni’.
È vero, la burocrazia in molti casi rema contro… Però soprattutto in luoghi ‘caldi’ sarebbe opportuno adeguarsi, mettersi a posto. Soprattutto per il bene dei cavalli e per la loro tracciabilità.
E giusto per non voler pensar male, nell’operazione dei Carabinieri nel Val di Noto, la titolare di un’azienda agricola è stata denunciata in stato di libertà per ricettazione. Durante il controllo, nell’azienda della donna sono stati rinvenuti 4 cavalli appartenenti ad altre aziende e dodici passaporti equestri risultati oggetto di furto o smarrimento.
























