Sibilanti, spioni e fastidiosi. Impiegati in azioni di guerra senza ritorno. Eppure per una volta anche i droni hanno guadagnato punti nei nostri cuori… La settimana scorsa, proprio grazie a questi ausili volanti, la Polizia è riuscita a mettere a segno un buon intervento nell’ambito del contrasto alle corse clandestine.
A Camporotondo Etneo, in provincia di Catania, le forze dell’ordine – La Squadra a cavallo, la Volante, le Unità di volo che utilizzano i droni e Mobile – proprio grazie ai ‘colleghi volanti’ hanno scoperto, localizzato e bloccato una corsa tra due calessi trainati da cavalli circondati da numerosi scooter e auto.
Monitorando dall’alto, la Polizia è riuscita a filmare tanto il gruppo di organizzatori quanto il pubblico, arrivando a denunciare ben 15 persone, ferma restando la presunzione di innocenza degli indagati valevole ora e fino a condanna definitiva. I denunciati sono tutti originari della provincia di Messina e devono rispondere anche di maltrattamento di animali. Tra loro anche due minori, che svolgevano l’ignobile compito di incitare i cavalli durante la corsa a bordo di uno scooter di grossa cilindrata.
Il video della vergogna
Tutte le fasi della corsa, i mezzi d’appoggio, macchine e furgoni, grazie alle riprese dei droni sono state acquisite e filmate e solo quando i piccoli velivoli hanno fornito le coordinate agli agenti ‘di terra’ è scattata la tagliola. Oltre venti agenti di Polizia hanno raggiunto il luogo della corsa bloccando gli animali per evitare che durante la fuga potessero verificarsi incidenti. Contemporaneamente gli agenti della Volanti e della Mobile hanno fermato uno dei fantini e tre persone che circondavano l’uomo. Non sono sfuggiti all’occhio del drone altri partecipanti alla corsa clandestina: alcuni avevano i volti travisati e le targhe dei mezzi coperte. Due persone sono state bloccate a bordo di una moto. Con loro avevano quasi 5.000 euro in contanti e un appunto con i nomi degli scommettitori. Sia il denaro sia l’elenco sono stati sequestrati. Altri tre protagonisti dell’atto criminoso hanno tentato di trovare un nascondiglio nei dintorni, ma, sempre grazie all’uso del drone, sono stati individuati insieme all’altro fantino e al secondo cavallo concorrente. Con il drone è stato possibile anche individuare uno dei camion per il trasporto cavalli, con a bordo ancora i due guidatori.
I poveri protagonisti
I cavalli, così come verificato dai veterinari del dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catania, sono due Purosangue Inglesi muniti di microchip. Un tema ancora più doloroso se si prova a ipotizzare quale sia la provenienza di questi sfortunati cavalli che dai riflettori delle piste sono finiti in nel cono grigio dell’invisibilità. Gli animali sono stati sequestrati e affidati ad una struttura specializzata che se ne prenderà cura. Sequestrati anche i due calessi e tutte le bardature utilizzate per la corsa, con ‘colori’ riconducibili a due scuderie del messinese.

Plauso a tutto tondo dalle autorità
«Desidero esprimere il mio apprezzamento e le mie congratulazioni alla Polizia di Stato di Catania per l’operazione che ha consentito di interrompere, in flagranza di reato, una corsa clandestina di cavalli, grazie anche all’impiego di droni e strumenti tecnologici avanzati. Si tratta di un intervento di straordinaria rilevanza perché, per la prima volta, potranno essere applicate concretamente le nuove norme del Codice penale introdotte con la legge Brambilla, di cui sono firmataria, che ho voluto introdurre per rafforzare il contrasto alle corse clandestine, al maltrattamento degli animali e alle attività criminali ad esse connesse». Ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia Eliana Longi componente della commissione Ecomafie. «La legge prevede specifiche aggravanti quando il reato sia commesso davanti a minori, tutelando soggetti vulnerabili ed evitando effetti educativi negativi, e quando i fatti vengano diffusi tramite foto, video o strumenti digitali, a causa della maggiore rilevanza sociale e della diffusione pubblica. Un ruolo centrale – prosegue – è svolto dall’attività capillare della Polizia di Stato, in particolare dal Nucleo a Cavallo di Catania, impegnato quotidianamente nel monitoraggio del territorio, nel controllo, nella prevenzione e nella repressione di queste condotte illegali. Grazie a questo lavoro, le corse clandestine ad opera di soggetti catanesi sono drasticamente diminuite, mentre i soggetti fermati provengono da altre province”. “L’azione congiunta della Commissione Ecomafie, delle istituzioni locali e delle Forze dell’Ordine ha acceso forti riflettori sul fenomeno, producendo una drastica riduzione delle corse clandestine. Le immagini acquisite hanno documentato gravi episodi di maltrattamento degli animali e la presenza di minori, elementi che aggravano ulteriormente il quadro penale. Continuerò a sostenere con determinazione il lavoro delle Forze dell’Ordine affinché queste norme trovino piena e rigorosa applicazione»,
La parlamentare Michela Vittoria Brambilla, autrice della legge che porta il suo nome, commenta così l’operazione: «Merita il massimo apprezzamento, e la particolare riconoscenza di chi come me ama e rispetta gli animali, l’operazione della polizia di Catania, che ha impiegato droni e strumenti di avanzata tecnologia per interrompere una corsa clandestina di cavalli a Campo Rotondo Etneo, denunciando all’autorità giudiziaria quindici persone, di cui due minorenni, accusate dell’organizzazione dell’evento illegale e di maltrattamento di animali. Si conferma il ruolo centrale della polizia nella repressione di questi comportamenti odiosi e illegali. Ai responsabili – aggiunge – saranno applicate le norme introdotte nel codice penale dalla legge Brambilla, che punisce chiunque a qualsiasi titolo partecipa a queste competizioni e prevede, oltre ai casi di concorso, tre aggravanti generiche: se i fatti sono commessi alla presenza di minori, nei confronti di più animali, e se sono diffusi attraverso strumenti informatici e telematici».
«Il blitz di Camporotondo Etneo contro una corsa clandestina di cavalli dimostra un impegno imponente delle forze dell’ordine, in questo caso della Polizia, per fermare questi fenomeni criminali. L’operazione è stata condotta con grande dispiegamento di mezzi, il nostro plauso a chi ha condotto le indagini e agli agenti della Volanti e della Mobile intervenuti. Ora speriamo in pene esemplari, queste pratiche sono brutali nei confronti degli animali e rappresentano un business illegale che va stroncato». Afferma il vicepresidente della commissione Ecomafie, deputato di Avs, Francesco Emilio Borrelli.
























