La Fondazione Real Sito di Carditello torna a far parlare di sé con la collezione Giannelli, dopo la questione dei cavalli Persano del principe Alduino di Ventimiglia che qui ebbero opsitalità per alcuni anni, dal 2018 al 2023.
Questa volta al centro della notizia quella che è probabilmente probabilmente la più ricca raccolta privata di imboccature, staffe speroni e altri oggetti legati all’equitazione che esista al mondo.
A sollevare nuovamente il caso è il deputato del Movimento 5 Stelle Agostino Santillo. Il vicepresidente della Commissione Ambiente della Camera in una nota parla di una situazione ormai “precipitata” e chiede un intervento urgente del Ministero della Cultura.
Secondo Santillo, la mancata approvazione del bilancio entro i termini previsti, le criticità evidenziate dal Collegio dei revisori e il ritiro della collezione privata dell’imprenditore Claudio Giannelli rappresenterebbero segnali di una grave crisi gestionale della Fondazione.
Di conseguenza lo stop al progetto del futuro Museo del Cavallo.
Il parlamentare ricorda inoltre di aver presentato già nei mesi scorsi un’interrogazione parlamentare. Chiedeva chiarimenti sulla gestione della Fondazione, e sostiene che il mancato intervento del Ministero abbia contribuito all’attuale situazione.
Nel comunicato, Santillo parla di “collasso politico e amministrativo” e chiede al ministro della Cultura Alessandro Giuli un intervento immediato.
Le difficoltà della Fondazione erano già emerse nelle ultime settimane.
Diverse ricostruzioni giornalistiche avevano infatti riferito del mancato rispetto delle scadenze per l’approvazione dei documenti contabili, della scadenza degli organi di governance e delle preoccupazioni espresse dal Collegio dei revisori circa la situazione economico-finanziaria dell’ente.
Tra le ipotesi prospettate nei verbali figurerebbe anche il rischio di una futura messa in liquidazione della Fondazione, qualora le criticità non venissero affrontate.
Per il mondo equestre l’aspetto più significativo riguarda il destino del progetto del Museo del Cavallo, che avrebbe dovuto nascere anche grazie alla collezione privata di Claudio Giannelli.
Secondo quanto riferito da Santillo, il collezionista avrebbe deciso di ritirare i materiali precedentemente destinati al progetto. Scelta che il deputato interpreta come il fallimento dell’iniziativa museale.
Nelle ultime ore anche altri esponenti dell’opposizione hanno chiesto chiarimenti sulla vicenda e sulle modalità con cui sarebbe avvenuto il recupero della collezione.
Al momento non risultano risposte ufficiali del Ministero della Cultura alle nuove dichiarazioni di Santillo.
Né comunicazioni della Fondazione che smentiscano o confermino nel dettaglio le accuse formulate dal parlamentare.
La vicenda resta quindi aperta e sarà probabilmente oggetto di ulteriori approfondimenti istituzionali e parlamentari.
Per il comparto equestre, l’auspicio è che possano essere rapidamente chiarite le prospettive del progetto del Museo del Cavallo, nato con l’obiettivo di valorizzare un patrimonio storico e culturale strettamente legato all’identità del Real Sito di Carditello e del territorio casertano.
In attesa di graditissime informazioni da parte dei diretti interessati, noi torniamo con la mente alle parole di Claudio Giannelli raccolte in una intervista di qualche anno fa: “Ho sempre avuto una passione travolgente per i cavalli. Mio padre era ufficiale di Savoia cavalleria, sono montato in sella a quattro anni e non ho ancora smesso. A 18 anni ero a Roma, al mercato di Porta Portese e per caso trovai un bel morso rinascimentale. L’ho comprato, è stato il primo di una lunga serie perché questa passione non mi ha più lasciato – purtroppo per le mie tasche! Ma a pensarci adesso ho fatto benissimo a comprarlo, oggi non si trovano più. Paradossalmente è più facile trovare materiale archeologico, qualche imboccatura romana o etrusca. Ma i morsi medioevali o rinascimentali sono più unici che rari: perché erano oggetti d’uso, e allora tutto veniva riciclato quando non si utilizzava più, specialmente se fatto di materiale nobile come il metallo. E se non finivano fusi venivano magari smontati e impiegati – come decorazioni per mantelli, ad esempio”.
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Qui la fonte della notizia, da Caserta News, e qui altre notizie che avevamo dato sul Real Sito di Carditello in relazione ai cavalli Persano
Da rileggere su Cavallo Magazine
- Dentro la collezione Giannelli: l‘intervista a Claudio Giannelli sulla nascita della raccolta che avrebbe dovuto dare vita al Museo del Cavallo.

























