Il caso risale all’ottobre del 2025 ma l’esito dell’iter della giustizia è stato reso noto solo in questi giorni. Riguarda quello che abitualmente viene chiamato ‘cavallo di ritorno’. In pratica, qualcuno ci sottrae qualche cosa e ci chiede poi denaro per restituircela. Una vera estorsione insomma. Che questa volta ha avuto al centro della vicenda proprio due cavalli, un Frisone e un Murgese.
I due animali erano stati sottratti dal proprio pascolo a Serracapriola, un paese di meno di 5mila anime nell’entroterra foggiano.
Il ricatto più odioso
Sotto la terribile minaccia “Se non pagate, finiranno al macello” e molto preoccupati all’idea di non rivedere mai più i propri cavalli, i proprietari erano stati avvicinati da un uomo che si era proposto come mediatore per riportare a casa gli animali. La cifra richiesta per ‘fluidificare’ l’operazione era di 5mila euro. Dopo un po’ di trattativa, l’importo era sceso a 3250 euro. L’intermediario aveva quindi fissato luogo e modalità per lo scambio ma quando i proprietari hanno raggiunto il capannone indicato nelle campagne tra San Severo e Torremaggiore, non erano soli.
Uno dei due proprietari si era infatti rivolto alle forze dell’ordine. Che avevano immediatamente fatto scattare le indagini – coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia e condotte dalla Sezione del Nucleo Operativo e Radiomobile di San Severo con il supporto della Stazione Carabinieri di Serracapriola. Erano partiti subito intercettazioni e pedinamenti. I militari hanno seguito così ogni fase dello scambio con grande discrezione. Per poi intervenire non appena i cavalli sono tornati, fisicamente, in mano ai rispettivi proprietari.
Nel corso dell’operazione, i Carabinieri sono anche riusciti a recuperare parte della somma versata dalle vittime.
Negli scorsi giorni, i Carabinieri della compagnia di San Severo (FG) hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dall’Ufficio Gip del Tribunale di Foggia su richiesta della locale Procura, nei confronti di tre persone accusate, a vario titolo ed in concorso tra loro, del reato di estorsione aggravata. Si tratterebbe di tre pregiudicati di 33, 54 e 68 anniti























