La notizia è rimbalzata su tutti i media, stamattina: una trentina dei cavalli impegnati nelle prove per la sfilata del 2 giugno si sono dati alla fuga dopo essere stati spaventati da alcuni fuochi d’artificio sparati nelle loro immediate vicinanze.
Sono stati identificati dalla Digos i responsabili. Sembra si tratti di alcuni motociclisti ubriachi, vicini alla manifestazione, che del tutto assurdamente hanno sparato una batteria di fuochi artificiali.
Il momento scelto è stato il peggiore possibile. Appena finite le prove, quando una gran parte dei cavalieri e delle amazzoni militari impegnati avevano appena fatto piede a terra, molti con le briglie ancora sul collo dei cavalli.
Quelle vissute stanotte sono state ore di panico. Cavalli in fuga sulla Cristoforo Colombo, e per fortuna che l’hanno imboccata nel senso di marcia. Alcuni sono stati recuperati a più di 13 km di distanza.
Un pezzo delle Voloire, l’artiglieria ippotrainata si è fortunatamente fermata quando il cannone si è intraversato bloccando i cavalli a cui era attaccato.
Almeno una poliziotta a cavallo e due militari dell’Esercito sono rimasti gravemente feriti e hanno riportato lesioni gravi.
Un cavallo è stato investito da una Smart, una quindicina sono rimasti feriti di cui alcuni in modo grave.
Uno di loro sembra abbia lesioni non recuperabili, ma i veterinatri dei vari corpi militari sono ancora adesso al lavoro per curare tutti i cavalli che hanno riportato traumi.
Diverse macchine sono state danneggiate dall’impatto con i cavalli in fuga.
Quando sei ben consapevole di quello che potrebbe succedere con un branco di cavalli spaventati al galoppo su una grande arteria di comunicazione vivi un terrore amplificato, a 360° gradi.
Vedi i cavalli davanti a te che saltano i corpi dei colleghi buttati a terra dall’urto con i primi fuggitivi e ti immagini quello che potrebbe succedere 500 metri, un chilometro più avanti in mezzo al traffico della notte romana.
Senti i ferri che risuonano sull’asfalto, vedi le sciabole che sbattono sui fianchi dei cavalli, le briglie a penzoloni davanti a loro e sai cosa succederà quando le pesteranno con gli anteriori, e si spaventeranno ancora di più.
E i cavalli spaventati fuggono, fuggono finchè hanno spazio e fiato: tutto per colpa di uno, due ubriachi con una batteria di fuochi artificiali.
E cercano di stare insieme, di rimanere vicini agli altri cavalli.
Appena si è placato il caos, anche gli uomini e le donne si sono stretti uno all’altro. Hanno le mostrine di Carabinieri, Polizia, Esercito.
Li unisce la rabbia per un episodio così tremendo nato da una azione così stupida, inspiegabilmente stupida.
Ma anche l’orgoglio di volersi rimettere subito in sella. Tutti, insieme, a sfilare il 2 giugno con i loro cavalli.
Perché gli uomini e le donne che portano l’uniforme di questi corpi a cavallo sono consapevoli di essere di più, molto di più di una fila di divise eleganti montate su cavalli da parata da tirare fuori nei momenti ufficiali.
Sono persone che svolgono un servizio difficile insieme ad un compagno che rende il loro lavoro speciale e diverso da tutti gli altri.
Perché il cavallo è capace di enfatizzare ogni cosa: il momento solenne come la stupidaggine più indifendibile, la capacità di azione come la vulnerabilità che consegue ad azioni o decisioni insensate.
Con i cavalli tutto è ‘di più’, nel bene e nel male.
E forse è proprio per questo che sono così insostituibili.
Qui un video dei cavalli in fuga, da Rai News
























