Sei anni sono tanti, ma non abbastanza per cancellare un appuntamento rimasto nella memoria della città.
Domenica 19 luglio il Tarquinia Horse Show è tornato a occupare il suo posto nell’estate del litorale laziale: una sola serata, a ingresso gratuito, organizzata insieme al Comune e all’Università Agraria di Tarquinia.
E il pubblico ha risposto con entusiasmo, riempiendo l’area dello spettacolo nonostante la concomitanza con la finale dei Campionati mondiali di calcio.
Cuore dello show è stata l’esibizione di Bartolo Messina e Sasà Improta, con un numero di libertà e volteggio unico nella sua bellezza e difficoltà, dove l’empatia di Bartolo e l’atletismo di Sasà si uniscono in una chicca di livello internazionale e molto, molto Aragonas.

Il Tarquinia Horse Show nacque nel 2008 da un’idea di Massimiliano Ortenzi e Maria Letizia Benedetti. Quando gli spettacoli equestri aperti al grande pubblico erano ancora relativamente rari e trovavano spazio soprattutto all’interno delle maggiori fiere di settore.
La manifestazione fu tra le prime in Italia a proporre il cavallo come protagonista di uno spettacolo autonomo, nel quale equitazione, arte, tradizioni e intrattenimento potessero incontrarsi e dialogare.
Un’impostazione diventata negli anni molto più comune, con eventi equestri capaci di richiamare il pubblico nelle piazze, nelle arene e nelle località turistiche di tutta Italia.
Alla base del progetto c’è l’esperienza di Massimiliano Ortenzi, cavaliere e tecnico federale Fitetrec-Ante, protagonista nel corso della sua carriera di competizioni e campionati a livello locale e nazionale.
Accanto a lui Maria Letizia Benedetti, che ha contribuito alla costruzione organizzativa e artistica della manifestazione.
Insieme hanno cercato di raccontare il cavallo non soltanto come atleta, ma come compagno dell’uomo e interprete di una cultura nella quale si intrecciano storia, lavoro, tradizione ed emozione.
Per dodici edizioni consecutive il Tarquinia Horse Show è diventato uno degli appuntamenti dell’estate locale, ospitando cavalieri e artisti equestri provenienti da diverse parti d’Italia e richiamando un pubblico sempre più numeroso.
Poi sono arrivati la pandemia e le difficoltà incontrate da molti grandi eventi nel momento della ripartenza.
Il Tarquinia Horse Show si è fermato per sei anni e, con il trascorrere del tempo, sembrava potesse rimanere soltanto un bel ricordo.
La scelta per il ritorno è stata quella di ripartire da una formula essenziale: una sola serata, gratuita e restituita alla città grazie alla collaborazione con le istituzioni locali.
Una prova generale, forse, ma accompagnata da una partecipazione che, secondo gli organizzatori, ha superato ogni aspettativa.
Il successo della serata non rappresenta soltanto il ritorno di uno spettacolo. Conferma anche la capacità del cavallo di attirare, emozionare e mettere insieme generazioni diverse, quando viene presentato al pubblico con rispetto e passione.
Dopo sei anni il Tarquinia Horse Show è quindi tornato a galoppare.
E il calore con cui Tarquinia lo ha accolto fa pensare che quella del 19 luglio non sia stata soltanto una serata dedicata ai ricordi, ma la prima pagina di un nuovo capitolo.

























