Il mistero dei Dalian… Nati a oriente e trasferiti in America dall’Europa? Oppure nati in America e migrati verso Oriente quando ancora la deriva dei continenti non aveva diviso le terre con gli oceani?
Gli studi in merito sono tantissimi e si sono evoluti, offrendo risposte diverse, a volte perfino contrastanti, man mano che il progresso scientifico ha messo a disposizione strumenti sempre più potenti e affidabili per analizzare ossa e DNA, fino al mitocondrio. In fondo stiamo parlando di una scansione temporare inimmaginabile: oltre 5 milioni di anni…
Ultimo in ordine di tempo, un team di ricercatori guidato dallo State Key Laboratory of Geomicrobiology and Environmental Changes cinese lo scorso 27 maggio ha sottoposto i risultati del proprio studio per la pubblicazione sulla rivista – previa revisione paritaria – della Royal Society B, il segmento che si occupa delle scienze biologiche.
Il fascino della teoria fatta di storia, scienza e cavalli
Secondo questo studio, gli equidi hanno avuto origine in Nord America durante il primo Eocene. Il genere Equus, apparso per la prima volta circa 4-5 milioni di anni fa, è l’unico lignaggio sopravvissuto e comprende tutti i cavalli, gli asini e le zebre esistenti.
Come confermerebbero i reperti fossili e i dati genomici, l’Equus si è diffuso dal Nord America verso l’Eurasia attraverso il ponte terrestre di Bering circa 2,6 milioni di anni fa, per poi subire un’ampia diversificazione evolutiva.
Già in uno studio del 2025 gli studiosi avevano rilevato che gli antichi cavalli migrarono ripetutamente tra il Nord America e l’Eurasia, raggiungendo l’odierno Estremo Oriente russo, vicino alla Cina, durante il tardo Pleistocene, quando il livello del mare si abbassò e un ponte terrestre collegò i due continenti.
Il cavallo di Dalian era uno dei fossili studiati e si è dimostrato che avesse un’ascendenza mista proveniente sia da popolazioni eurasiatiche sia americane.
Nello studio più recente, gli scienziati hanno analizzato 20 campioni di cavallo di Dalian risalenti al tardo Pleistocene e ne hanno recuperato i genomi mitocondriali completi. Questi campioni sono stati per lo più rinvenuti nella contea di Qinggang, nella provincia occidentale di Heilongjiang, e a Harbin, la capitale cinese della provincia situata nel nord-est.
I ricercatori hanno identificato una “componente distintiva” dell’area orientale di Bering, che indicherebbe “un’ascendenza americana nei cavalli di Dalian”. Questo segnale era assente negli altri equidi dell’Asia nord-orientale.
«Alla luce della sovrapposizione spazio-temporale tra i cavalli di Dalian e quelli della Siberia nord-orientale e del flusso genico documentato tra di essi, i nostri risultati suggeriscono che i cavalli di Dalian abbiano probabilmente fatto da ‘vettore’ per l’introduzione dell’ascendenza dell’area orientale di Bering nel pool genetico della Siberia nord-orientale», hanno affermato i ricercatori.
Una vera mappa genetica nella storia
In pratica, i Dalian sarebbero stati portatori di tratti genetici riconosciuti, poi, nei cavalli della Siberia.
Il flusso genico sembra essersi protratto fino a oltre 50.000 anni fa – un arco temporale coerente con l’esistenza del ponte terrestre di Bering. Il team ha suggerito che tale scambio attraverso il ponte terrestre che collegava l’Asia e il Nord America fosse «intermittente e geograficamente limitato».
La scoperta ridefinisce inoltre l’area geografica della specie. Identificato per la prima volta grazie a fossili rinvenuti nella grotta di Gulongshan a Dalian, si riteneva che il cavallo fosse confinato alla Cina nord-orientale durante il tardo Pleistocene.
Infine lo studio ha rilevato che due fossili di equidi provenienti dalla Yakutia, nell’Estremo Oriente russo, rientravano nell’ambito della diversità mitocondriale del cavallo di Dalian.
Ciò suggerisce che «i cavalli di Dalian probabilmente si estendevano dalla Cina settentrionale almeno verso nord-ovest fino alla Siberia meridionale e verso nord-est fino alla Yakutia durante il tardo Pleistocene».
Un pontiere poco adattabile
Nonostante il suo ruolo di vettore genetico, il cavallo di Dalian alla fine si estinse. Lo studio cinese ha rilevato che la sua estinzione non fu dovuta a una mancanza di diversità genetica, bensì alla sua incapacità di adattarsi ai cambiamenti climatici.
L’analisi degli isotopi stabili ha rivelato che il cavallo di Dalian era un erbivoro “specializzato”. Quando, circa 40.000 anni fa, l’ambiente subì un cambiamento – diventando più umido man mano che le praterie aride venivano sostituite da torbiere e zone umide – la sua dieta ristretta lo rese incapace di adattarsi.
Per il cavallo di Dalian, le grandi dimensioni corporee gli impedirono di sopravvivere alla perdita del foraggio di alta qualità.
«La nicchia alimentare specializzata dei cavalli di Dalian ne ha limitato la capacità di adattarsi ai rapidi cambiamenti ambientali del tardo Pleistocene, contribuendo in ultima analisi alla loro estinzione», afferma lo studio. Questo percorso di estinzione rispecchia quello di altri grandi erbivori scomparsi in quell’epoca, come i cavalli nordamericani e il cammello gigante.
























