Le origini dei cavalli – e dei loro più antichi parenti – potrebbero non essere quelle che abbiamo raccontato per decenni.
A suggerirlo è un nuovo studio pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), che rimette in discussione il ruolo evolutivo di Hyracotherium, il celebre “cavallo dell’alba” a lungo considerato il più antico antenato degli equidi moderni.
Secondo la ricerca, firmata dai paleontologi Jérémy Tissier e Thierry Smith, Hyracotherium e altre specie a esso tradizionalmente associate non sarebbero veri cavalli primitivi.
Attraverso una vasta analisi filogenetica basata sui fossili dei perissodattili – il gruppo di mammiferi ungulati a dita dispari che comprende cavalli, tapiri e rinoceronti – gli autori mostrano come queste forme rappresentino piuttosto rami basali del gruppo.
Collocati al di fuori della linea evolutiva che ha portato agli equidi veri e propri.
Lo studio propone inoltre una revisione geografica delle origini del gruppo: i perissodattili sembrerebbero infatti avere un’origine asiatica.
I taxa più primitivi individuati nell’analisi provengono da un’area oggi compresa tra India e Pakistan.
In particolare, il genere più basale dell’albero filogenetico ricostruito, Ghazijhippus, è stato rinvenuto in Pakistan, così come altri gruppi strettamente imparentati.
Da questa regione, durante il Paleocene-Eocene Thermal Maximum (PETM), circa 56 milioni di anni fa, un periodo caratterizzato da un rapido aumento delle temperature globali, i primi perissodattili avrebbero iniziato una rapida espansione su vasta scala.
Le condizioni climatiche favorevoli e la presenza di corridoi terrestri avrebbero permesso una dispersione quasi simultanea verso Europa e Nord America.
Secondo i dati raccolti, generi molto antichi come Pliolophus e Cardiolophus si sarebbero diffusi in tempi ravvicinati tra Asia, Europa e Nord America, seguendo uno schema già osservato in altri gruppi di mammiferi vissuti nello stesso periodo.
La ricerca contribuisce così a chiarire non solo la reale collocazione sistematica di Hyracotherium, ma anche la complessa geografia delle prime fasi evolutive dei perissodattili.
Ne emerge un quadro molto più dinamico e articolato delle origini dei cavalli, ben diverso dalla narrazione lineare che ha accompagnato per lungo tempo la storia evolutiva degli equidi.
“Sebbene l’evoluzione dei cavalli sia considerata una sequenza evolutiva straordinaria, i primi perissodattili come
Hyracotherium sono stati considerati un enigma sistematico e paleobiogeografico per oltre 150 anni. Qui, sulla base di una nuova filogenesi su larga scala incentrata sui primi fossili dell’Eocene, dimostriamo che diversi taxa come Hyracotherium e
Pliolophus non sono cavalli. E nemmeno ippomorfi, il che rimodella la nostra visione dell’evoluzione dei primi perissodattili. I primi ippomorfi compaiono leggermente più tardi nel Wasatchiano con Systemodon o Xenicohippus in Nord America. Questi risultati evidenziano anche la rapida dispersione dei primi perissodattili Pliolophus e Cardiolophus tra Nord America, Europa e Asia intorno al PETM, come altri ordini di mammiferi moderni”, dallo studio pubblicato su PNAS.























