Un grave lutto ha colpito il mondo dell’equitazione italiana e romana in particolare: ieri ci ha lasciato Stefano Lupis, 80 anni, uno dei protagonisti di spicco del salto ostacoli italiano nel decennio degli anni Settanta.
Nato il 23 giugno del 1945, Stefano Lupis ha fatto parte di quel grande gruppo di cavalieri romani che nella loro adolescenza e prima maturità hanno segnato in modo forte la scena agonistica italiana, quella degli anni Sessanta e Settanta quando soprattutto la Società Ippica Romana – la celebre Farnesina – era una fucina di amazzoni e cavalieri di primo livello.
Proprio in questo contesto Stefano ha conosciuto Barbara Filippucci, allieva della Sir e poi amazzone di grande bravura e agonismo; il loro matrimonio (interrotto qualche anno più tardi) si è celebrato a Roma nel novembre del 1969 e ha generato Filippo nel 1972 e Andrea nel 1973: dei due fratelli soprattutto il primo ha ripercorso le orme sportive e agonistiche dei genitori con grande capacità, bravura e successo.
La carriera di cavaliere ad alto livello internazionale di Stefano Lupis ha preso avvio nel 1970 in sella alla cavalla francese Navarette, compagna di Piero d’Inzeo nella vittoria del Gran Premio Roma in Piazza di Siena nel 1967 (in quel momento di proprietà di Fausto Puccini, altro grande nome dell’equitazione romana e azzurra). Con lei e con Gymkana, Stefano Lupis ha debuttato nello Csio di Roma nel 1970 insieme ad altri giovani esordienti del calibro di Alessandro Rossi, Filiberto Bertero e Marco Filippucci.
Tuttavia il cavallo più importante della carriera di Stefano Lupis è stato Drummage, un soggetto irlandese di proprietà della Fise in sella al quale il cavaliere romano nel 1973 a Punta Ala ha conquistato la medaglia d’argento nel Campionato d’Italia di salto ostacoli (14-16 settembre) al termine di una strenua battaglia agonistica ‘contro’ i fratelli d’Inzeo (presenti tutti i migliori, ovviamente: Graziano Mancinelli, Vittorio Orlandi, Stefano Angioni… ): alla fine medaglia d’oro per Piero su Easter Light e di bronzo per Raimondo su Gone Away.
Il 1974 è l’anno di un altro magnifico risultato. L’Italia vince la Coppa delle Nazioni dello Csio di Barcellona dopo un emozionante barrage con la Germania. Questo il dettaglio della formazione azzurra: Graziano Mancinelli su Ambassador 8/1/0, Stefano Lupis su Drummage 0/0/4, Stefano Angioni su Puckoon 4/0/0, Piero su Easter Light 0/0/0. Fondamentale dunque il formidabile doppio percorso netto nelle due manches firmato da Stefano Lupis e da Piero d’Inzeo. I due cavalieri insieme – in sella proprio a Easter Light e a Drummage – avevano conquistato qualche giorno prima il 2° posto nella gara di staffetta.
La carriera di Stefano Lupis è poi proseguita sebbene la sua professione di avvocato abbia gradatamente preso il sopravvento sull’attività sportiva. Impossibile però allontanarsi del tutto dall’ambiente per chiunque ami i cavalli e abbia vissuto esperienze così forti e inebrianti: Stefano Lupis infatti è rimasto costantemente in contatto con lo sport non solo grazie ai suoi figli ma anche alla possibilità di seguire gli eventi e le persone grazie ai cosiddetti social digitali.
Nessuno era preparato a questa tragica notizia. Nel grande dolore provato in questo momento dai familiari, dagli amici più stretti e dai semplici conoscenti, è di minimo sollievo la consapevolezza che Stefano Lupis ci abbia lasciato senza soffrire. Il ricordo della sua presenza nel mondo del nostro sport non si cancellerà.
























