Il tema del clima estremo tocca molto da vicino il benessere dei cavalli. Soprattutto se sono ‘cavalli di nessuno’, soggetti abbandonati che stanno tentando di sopravvivere con l’etichetta di re-wild al collo ai margini di luoghi per loro fortemente inospitali.
È questo il caso dei cavalli che vagano, incustoditi, intorno a Podgorica. La capitale del Montenegro, sui quali alcuni attivisti impegnati sul fronte del benessere animale stanno facendo accendere un riflettore di portata internazionale.
I cavalli vagherebbero senza riparo, acqua o cibo a pochi chilometri dal centro della città, in terreni spesso occupati dai rifiuti, con temperature che in questi giorni hanno toccato i 40 gradi. Più che ragionevole quindi la preoccupazione per la loro stessa incolumità.
Il Montenegro, 620.000 abitanti, entro il 2028 ambirebbe a far parte dell’Unione Europea e come tutti i paesi candidati all’UE deve dimostrare di avere leggi che regolamentino il benessere degli animali. Branko Kovacevic, capo dell’Amministrazione Ispettiva Municipale di Podgorica, ha affermato che le autorità cittadine hanno istituito rifugi per cani e gatti e che il suo ente sta ora cercando di gestire il problema degli animali di grossa taglia nel rispetto delle normative vigenti che tuttavia non prevedono neppure la garanzia di una abbeverata agli animali in difficoltà.
Purtroppo tanta buona volontà al momento non si sta quindi rivelando risolutiva per quanto riguarda i cavalli segnalati dagli attivisti. «È semplicemente incredibile che un Paese non abbia un rifugio per animali di grossa taglia, per cavalli confiscati, bestiame sequestrato, animali randagi e animali selvatici», ha affermato un portavoce degli attivisti. «Il Montenegro ha di fatto legalizzato il maltrattamento degli animali, non essendo riuscito a fornire nemmeno le infrastrutture minime necessarie per far rispettare le normative».
























