Con le proprie radici che affondano nel campo di One Ealth, il tema della farmacoresistenza sta diventando sempre più presente anche nel dibattito veterinario.
Senza contare le sostanze che dagli animali trattati farmacologicamente arrivano a influenzare la capacità del nostro organismo di beneficiare appieno delle medicine quando ce n’è bisogno, anche negli animali stessi si stanno osservando resistenze sempre più nette nei confronti di farmaci che fino a poco tempo fa sembra funzionassero benissimo.
La farmacologia, così come virus e patogeni di tutte le specie, sono in continua evoluzione. Gli uni per rimanere al passo degli altri.
Ma ciò non toglie che quando si abusa dei trattamenti farmacologici o li si impiega male, finiscono per non funzionare come dovrebbero e perfino per far sviluppare all’organismo una resistenza a un determinato principio attivo, facendone diventare la somministrazione perfettamente inutile.
La resistenza antimicrobica delle infezioni è uno dei campi più evidenti. Ma ce ne sono di altrettanto importanti che spesso vengono sottovalutati, come per esempio gli antielmintici, volgarmente i vermifughi.
Se prima si stava abbastanza tranquilli con una somministrazione ogni sei mesi, oramai anche i parassiti intestinali pare che si siano attrezzati per eludere l’efficacia dei vermifughi mettendo a serio rischio la salute del cavallo. Lo zelante proprietario pensa di aver protetto al meglio il proprio cavallo e invece gli indesiderati parassiti prolificano. Fino a quando si palesano in modo severo.
L’aiuto da Beva
Per dare un perimetro scientifico a questo problema, i veterinari britannici della Beva (British Equine Veterinary Association) hanno condotto una serie di studi approfonditi e messo in opera un vero vademecum che hanno chiamato ProtectMEtoo Toolkit. Il gruppo britannico con a capo Nicky Housby-Skeggs ha di fatto prodotto una sorta di ‘manuale’ per la gestione dei vermifughi e per verificarne l’efficacia, unica misura adottabile per rilevare una possibile farmacoresistenza prima che si crei un danno.
Il monitoraggio dell’efficacia degli antielmintici a livello di branco è una componente essenziale di una lotta sostenibile contro i parassiti e dovrebbe essere effettuato almeno una volta all’anno. Queste nuove linee guida mirano a fornire a veterinari e proprietari gli strumenti pratici necessari per gestire e monitorare il rischio di resistenza, nonché per ridurlo» hanno spiegato gli studiosi britannici.
Per capire se un vermifugo funziona al meglio, lo strumento principe a nostra disposizione è il Faecal Egg Count Reduction Test (FECRT). Questo test si basa sul confronto del numero di uova dei parassiti per grammo di feci (EPG, Eggs Per Gram) prima e dopo il trattamento antiparassitario. A seconda della risultanza, si capisce se c’è o meno la resistenza al principio attivo del vermifugo.
Il manuale Beva, spiega anche come procedere in caso di farmacoresistenza dato che il problema non può essere banalmente risolto solo cambiando prodotto.
Il ProtectMEtoo Toolkit fornisce inoltre molti altri validi spunti per un efficace controllo parassitario, passando dalla manutenzione dei paddock fino all’igiene in scuderia.
Il Toolkit (formati pdf zippato) al momento è disponibile in inglese e può essere scaricato QUI. Una lettura interessante da tradurre in pratica e strategia per il benessere del cavallo.





















