È mancato all’età di 87 anni Carlo Gnecchi Ruscone, grande appassionato ed esperto di cavalli e attacchi.
A ricordarlo per Cavallo Magazine è la figlia Amalia: «Posso solo ringraziare papà per la passione che mi ha trasmesso e che sta guidando tutta la mia vita».
Ci sono passioni che si imparano e altre che si respirano fin da bambini, tanto profondamente da diventare parte del proprio modo di stare al mondo.
Per Amalia Gnecchi Ruscone, quella per i cavalli appartiene alla seconda categoria. E all’origine c’è suo padre Carlo Gnecchi Ruscone, scomparso all’età di 87 anni.
Un gentiluomo di altri tempi, grande conoscitore e appassionato di cavalli e in particolare del mondo degli attacchi, capace di trasmettere ai figli non soltanto interessi e tradizioni, ma un modo di intendere l’educazione, la famiglia e la responsabilità verso ciò che si è ricevuto.
È Amalia a raccontarcelo, poche ore dopo la morte del padre.
«È stato bello avere un papà così grande perché, in un certo senso, ci ha fatti crescere più nella sua epoca che nella nostra. Forse da bambini non lo abbiamo capito, ma crescendo abbiamo compreso quanto fosse stato prezioso».
Un’educazione diversa, dice Amalia. Una mentalità diversa. E poi i cavalli, ovunque.
«Sono cresciuta in una casa piena di raffigurazioni di cavalli di ogni genere: cacce a cavallo, carrozze, rievocazioni storiche. Posso solo ringraziare papà per la passione che mi ha trasmesso e che sta guidando tutta la mia vita. Tutta la mia storia, in fondo, ha le sue radici in lui».
Oggi è soprattutto Amalia a raccogliere questa eredità e a sentire la responsabilità di conservarla.
«Spero di riuscire a portare avanti dignitosamente le tradizioni della nostra famiglia».
Ma c’è un ultimo regalo che Carlo Gnecchi Ruscone ha lasciato ai suoi figli.
Nell’ultimo mese la famiglia ha potuto essergli costantemente accanto. Francesco, Isabella, Anna, Pier Maria, Umberto, Amalia e Fabrice si sono alternati giorno e notte insieme alla mamma, Véronique Van Oost, trasformando un tempo inevitabilmente doloroso in un’occasione preziosa per ritrovarsi vicini al padre.
Ed è proprio allora che hanno conosciuto qualcosa di lui che forse, fino a quel momento, era rimasto più nascosto.
«Abbiamo avuto il tempo di riavvicinarci a lui e di salutarlo. È come se in quest’ultimo mese papà avesse abbandonato tutti i filtri dell’uomo d’altri tempi ed emergesse una sua parte più tenera, che quasi non conoscevamo. È stato magnifico».
Forse è questo il ricordo più intimo e più bello con cui salutare Carlo Gnecchi Ruscone.
Quello di un uomo appartenuto profondamente alla propria epoca, alle sue regole e alla sua educazione; un uomo dei cavalli e delle carrozze, delle tradizioni custodite e tramandate.
Ma soprattutto un padre che, proprio nell’ultimo tratto della strada, ha potuto lasciare ai suoi figli qualcosa che ancora non conoscevano completamente di lui.
E una passione che continuerà il suo cammino.
I funerali di Carlo Gnecchi Ruscone saranno celebrati mercoledì alle ore 11 a Inzago, in provincia di Milano.
Alla moglie Véronique, ai figli Francesco, Isabella, Anna, Pier Maria, Umberto, Amalia e Fabrice e a tutta la famiglia, l’abbraccio e le condoglianze della redazione di Cavallo Magazine.























