Vi ricordate di Erika e Camillo?
Ve li abbiamo fatti conoscere il mese scorso, quando Erika ci ha raccontato il suo primo incontro con il Quarab di 11 anni che non si fa per nienteimpressionare dalla super-carrozzina 4×4 che permette ad Erika di scorrazzare (anche!) nel suo grande paddock.
La notizia bella è che Erika è tornata da Camillo, e sta portando avanti il rapporto con lui, sempre sotto gli occhi attenti di Milena Starita.
E a noi è piaciuto tantissimo riscoprire, attraverso le parole di Erika, quelle delicatezze che a volte anche noi che li amiamo diamo un po’ per scontate nei cavalli.
Un po’ come quando nella vita familiare non noti più certe caratteristiche, o èarticolari virtù positive delle persone che vivono con te, perché le hai sotto gli occhi tutti i giorni.
Ecco, Erika è capace di farcele tornare a guardare con attenzione, a sottolinearle: deve essere per qusto che ci piace tanto ascoltare il suo racconto di questo secondo appuntamento speciale con Camillo.
«E’ lui che è un essere speciale.
È la seconda volta che mi vede: la prima volta siamo stati insieme un’oretta e mezza, questa volta invece sono arrivata un po’ prima con Milena e poi siamo andati da lui. Sarò stata lì da mezz’ora quando abbiamo fatto questa passeggiata.
Ma la cosa più emozionante per me è stata un’altra. Io mi ero fatta un sacco di pensieri, perché ero convinta che non sarei mai riuscita ad abbracciare un cavallo. La mia esperienza è sempre stata quella di stare sopra, non così da terra.
E invece lui…
Mi sono fermata, lui ha allungato il collo e io me lo sono abbracciato. Ho messo la faccia dentro al suo collo, l’ho annusato. È lui che si è lasciato abbracciare.
Dopo, quando è finito il video e sono passati quattro o cinque minuti, ho pianto. Ho pianto tanto, perché non pensavo fosse possibile.
Non c’era paura. Né da parte sua, né da parte mia. L’ho guardato, l’ho sentito… e poi averlo lì, sotto il mio viso.
Lui ha visto il bastoncino, voleva anche giocare… però è rimasto lì. Io continuavo a pensare: “Ma come faccio?”. E invece lui si è messo di fianco, si è avvicinato.
Mi sono emozionata tantissimo.
Ho pianto tanto perché non ho dovuto spiegare niente.
E questa è una cosa che con i bipedi succede spesso: devi spiegare. Con lui no. E lui non aveva paura di niente, come invece capita con altri animali.
Io continuo a riguardarmi quel momento.
Non so quando ci tornerò, ma è davvero un essere speciale.
È uno di quelli che ti danno tanto, senza apparentemente fare niente. Ti scalda, e basta».
E davvero non c’è bisogno di spiegare niente, nemmeno adesso; ci scaldiamo il cuore con le sensazioni che ci fa riscoprire Erika, e basta.























