Ci sono amici che ti accompagnano tutta la vita, anche se da lontano: Eugenio Remus è uno di questi.
Una di quelle persone con cui puoi parlare anche partendo da punti di vista differenti, ma che sai sempre profondamente corrette, limpide e mosse per prima cosa dall’amore per i cavalli.
In più metteteci anche che si tratta di persona profondamente competente in materia di horsemanship, una di quelle con cui non si finisce mai di scambiare idee e imparare qualcosa di nuovo.
Immaginatevi quindi il piacere di sentirlo entusiasta di un gioco nuovo: il Mounted Disc Golf!
Ovviamente da fare in sella, e che ovviamente riunisce una bella sequenza di skill e abilità equestri che dovrebbero essere il bagaglio di ogni cavaliere e cavallo, indipendemente dal tipo di sella che li unisce.
Ma che cos’è il Mounted Disc Golf?
Il Disc Golf è una disciplina sportiva nata in Nord America negli anni ’70, e – come suggerisce il nome – rappresenta una variante del gioco del golf di cui applica molte delle regole fondamentali.
Viene praticata utilizzando, al posto di mazze e palline, un frisbee, che ha come destinazione uno speciale tipo di canestro, in luogo della tradizionale buca.
Nella versione montata si aggiunge ovviamente il cavallo, con tutto quel che ne consegue in termini di difficoltà e divertimento aggiunti.
Attualmente, ai più di quattromila campi da gioco già presenti in Nord America, si stanno aggiungendo quelli nati nel continente europeo, principalmente nei paesi scandinavi ed in Gran Bretagna.
Ma di recente anche in altre nazioni, inclusa l’Italia, che conta poco meno di una decina di campi attivi.
In Piemonte si trova uno dei campi più estesi del nord Italia: si tratta del “Cascina Donda Disc Golf Park”, sito a Lessona (in provincia di Biella).
Il Golf Park di Cascina Donda è stato inaugurato la scorsa primavera cominciando da un percorso di tredici buche, con l’estensione alle classiche diciotto buche già in corso di applicazione sperimentale durante due recenti tornei.
Presso la Cascina Donda funziona l’omonimo agriturismo che è sede di allevamento e pensione per cavalli e ha nella Baraggia biellese un teatro ideale per la pratica dell’equitazione di campagna.
Ma con l’approdo in azienda della nuova disciplina del disc golf, la tentazione di cominciare a giocare tirando il frisbee dalla sella – sia da fermi che in movimento – si è fatta irresistibile, sia per i binomi che praticano la monta inglese che per quelli che si rifanno all’equitazione western.
La pratica del gioco si è rivelata sia fonte di divertimento personale che di amichevoli sfide domenicali.
Ma anche una insospettabile occasione per mettere alla prova l’abilità dei cavalieri (con una mano impegnata) e la manovrabilità dei cavalli, a cui è richiesto di farsi posizionare con precisione e di mantenere pazientemente l’arresto durante l’esecuzione dei tiri.
Volendo, l’esecuzione di uno o più tiri di frisbee al canestro da disc golf – da fermi o in movimento – può essere inserita nel contesto di una gimkana oppure di una sessione di pony games.

Le modalità per abituare i cavalli al lancio dei frisbee dalla sella, e quindi per il recupero dal basket o da terra, sono oggetto di usuali buone pratiche di horsemanship.
Grazie alle informazioni e alle immagini forniteci per gentile concessione dai fratelli Alessandro ed Eugenio Remus di Cascina Donda, vi proponiamo due versioni del gioco che possono essere praticate anche in un rettangolo da dressage compatto.
E che richiedono una dotazione davvero minima di attrezzature, che può essere facilmente reperita ed a costi assolutamente abbordabili.
Mentre una terza versione, giocata fuori dal maneggio ed in aperta campagna, è abbinata all’esistenza di un campo da disc golf vero e proprio.

Versione giocata da fermi
La preparazione del gioco consiste nel posizionamento del basket (che è rialzato di 70 cm. rispetto a quello usato normalmente nel disc golf) al centro di una delle due metà del maneggio (v. fig. 2), consentendo il posizionamento di quattro marker a distanze crescenti in base alla difficoltà di gioco (da beginner a pro).
Ogni giocatore è dotato di un set di sedici frisbee, che sono trasportati in un paio di bisacce da sella (a meno che sia fornita anch’essa dal centro, questa è la dotazione di gioco personale a carico del cavaliere).
Il binomio inizia il gioco collocandosi nel marker più vicino al canestro, col cavallo che rivolge al canestro il fianco destro;
dopo il primo tiro, il cavaliere posiziona il cavallo col posteriore rivolto al basket ,
e da quella posizione esegue il secondo tiro; dopodiché posiziona il cavallo col fianco sinistro al basket per il terzo tiro ,
e finisce col quarto tiro avendo il cavallo collocato frontalmente.
Dopodiché si sposta (procedendo a mano destra) al marker successivo per la prossima serie di tiri (da eseguire nello stesso ordine di posizioni), fino al completamento del gioco dopo i tiri eseguiti dal quarto marker, che è quello più lontano.
Idealmente l’esecuzione perfetta del gioco richiede un totale di sedici tiri, pari al numero dei dischi in dotazione, andati tutti a segno: a punteggi superiori si arriva a causa dei tiri sbagliati, che comporteranno per il giocatore la necessità di reintegrare la propria dotazione di dischi.
Oltre a recuperare direttamente dal canestro quelli andati a segno nei lanci precedenti, egli potrà – a seconda delle situazioni – avvalersi di un aiutante, oppure smontare, oppure utilizzare dalla sella (con un pizzico aggiunto di challenge!) un qualunque attrezzo idoneo con funzione di retriever, quale il bastone con la testa a ventose tipico del disc golf, oppure una normale (e pulita) forca da scuderia a manico lungo, oppure ancora … il tradizionale uncino buttero!
La difficoltà del gioco può essere aumentata e diminuita non solo in funzione delle distanze di tiro, ma anche dall’obbligatorietà degli stili di lancio: i giocatori esperti dovrebbero dimostrare necessariamente la pratica – per ciascuna serie di lanci effettuati dallo stesso marker – di tutti e quattro i principali stili di tiro praticati nel disc golf: backhand, sidearm (anche detto forehand ), forehead in versione thumber
e tomahawk.

Una difficoltà aggiunta può poi essere ottenuta utilizzando come marker un box quadrato formato da quattro barriere di dimensione appena superiore agli appiombi laterali, da cui il cavallo non deve uscire durante le manovre di posizionamento fra il primo e l’ultimo tiro.
Ogni uscita dal box determina come penalità l’aggiunta di un tiro extra al punteggio.
Versione giocata in movimento
Nella versione in movimento (che può anche rappresentare un secondo tempo di una medesima partita) va creato un corridoio di tiro nel lato lungo del maneggio, collocando in coincidenza della zona di tiro un binario di barriere (a terra, ovvero sorrette); i cavalieri mancini percorreranno il corridoio a mano sinistra.
Questa versione del gioco ( può essere composta a piacere e secondo necessità, decidendo il numero di passaggi (e quindi di tiri) e di andature in base al tempo a disposizione, al numero di binomi in gioco, alle abilità dei cavalieri.
La difficoltà di gioco è ovviamente in funzione sia della distanza di tiro che dell’andatura: i centri eseguiti al passo valgono un punto, quelli al trotto due punti, e quelli al galoppo tre punti.
Per questo motivo i cavalieri più abili potranno provare ad effettuare anche tre lanci durante un passaggio al passo e due lanci passando al trotto.

Versione “Hunter” (aperta campagna)
Questa versione del gioco richiede la disponibilità di un vero campo da disc golf, che i binomi potranno percorrere – in funzione degli accordi presi organizzando la partita in base alle capacità dei giocatori – con o senza vincoli di cronometro (anche per l’eventuale durata massima consentita), e con o senza vincoli di andatura.
Tecnicamente, i binomi avranno assegnato un ordine di partenza ed una volta iniziata la gara dovranno seguire l’ordine progressivo delle buche del campo, eseguendo un solo tiro per basket.
Il numero di dischi a loro disposizione alla partenza sarà infatti pari al numero di buche da giocare.
I dischi dovranno essere identificati (come è buona abitudine dei giocatori di disc golf) in modo da rendere possibile, soltanto a gara conclusa, il recupero dei dischi giocati ed il conteggio dei punti.
Ogni basket centrato vale un punto, indipendentemente dall’andatura, essendo comunque possibile – volendo – giungere ad uno score finale che tiene conto sia del tempo impiegato che dei canestri centrati.
La zona di tiro, collocata ad una distanza massima di 10 metri dal basket (tecnicamente si tratta dell’area di putting del golf), viene delimitata mediante l’apposizione di nastri segnaletici.
Maggiori informazioni tecniche, inclusi gli aspetti di horsemanship, possono essere chieste ad Eugenio Remus via email ([email protected]) mentre per l’acquisto dell’attrezzatura è possibile contattare Mauro Allietta di Disc Golf























