Firenze, nuovo progetto di riabilitazione equestre a Villa Il Sorriso

Riabilitazione equestre per chi ha subito lesioni midollari o è stato colpito dalla sclerosi multipla: e le storie di Erik Fumi e Sara Morganti insegnano che non finisce mica lì

Erik Fumi quando faceva paradressage, foto di Marta Fusetti
Firenze, 4 dicembre 2019 –  Utilizzare i cavalli per migliorare il recupero funzionale e psicologico dei pazienti: è l’obiettivo del Progetto di terapia assistita con i cavalli presso il centro di riabilitazione Villa il Sorriso nel presidio San Felice a Ema (Firenze) dell’Azienda Toscana Centro, presentato oggi all’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi.
Promosso dall’associazione Habilia onlus con l’associazione Lapo onlus, spiega una nota, il progetto potrà costituire un valido supporto per il recupero funzionale e psicologico dei pazienti, migliorando non solo la performance motoria ma anche la loro qualità di vita e rappresentare un mezzo concreto per sviluppare le loro capacità di resilienza.
La terapia assistita con i cavalli nasce dall’integrazione fra sport equestri, che ne costituiscono il presupposto tecnico e la terapia riabilitativa, che ne rappresenta la finalità specifica.
Ai pazienti con lesione midollare e sclerosi multipla preselezionati dalla equipe fisiatrica sarà offerto un percorso di terapia assistita con i cavalli a complemento del lavoro sanitario svolto in palestra.
E viene naturale pensare ad una campionessa come Sara Morganti, anche lei colpita dalla sclerosi multipla quando aveva 19 anni: oggi una delle stelle di prima grandezza nel cielo dell’equitazione paralimpica, con una serie di vittorie anche a livello internazionale da stupire e prima, da mesi, nel ranking internazionale di categoria.
Oppure ad un toscanaccio di ferro come Erik Fumi, fantino che dopo una brutta caduta durante una corsa al galoppo nel 2011 si è ritrovato con due vertebre lussate, un trauma da contraccolpo ed emiparesi alla parte sinistra del corpo: e adesso, dopo una esperienza nel paradressage, ha deciso di passare all’Endurance, quello “normale”.
Perché oltre alla riabilitazione può esserci di più: un obiettivo sportivo da raggiungere, che ti fa superare te stesso e gli ostacoli che ti sono saltati addosso.