L’azzurro porta a termine una prova lunga, tecnica e resa ancora più impegnativa dal terreno pesante. Con lui analizziamo il percorso, mentre lo chef d’équipe Andrea Pili, al suo esordio nell’incarico, racconta dall’interno il Mondiale italiano di tiro a quattro.
Una maratona lunga, tecnica, faticosa. Esattamente come deve essere la prova più spettacolare di un Campionato del Mondo di tiro a quattro, ma resa ancora più selettiva dal terreno pesante e fangoso trovato oggi dagli equipaggi ad Aachen.
Luca Cassottana, unico azzurro al via del FEI Driving World Championship Four-in-Hand, l’ha portata a termine con 146,73 penalità, 41° risultato della prova. Sommate le 55,24 penalità del dressage, il suo totale sale a 201,97, con il 35° posto nella classifica provvisoria alla vigilia dei coni.
L’equipaggio schierato nella maratona era composto da Kallistos, Kassandro, Lady Killer e Maurits. In carrozza con Cassottana c’erano i groom Emily Pecollo e Adamo Martin.
Al comando della classifica generale è passato l’australiano Boyd Exell, con 142,34 penalità, seguito dal belga Dries Degrieck, secondo con 147,72, e dallo statunitense Chester Weber, terzo con 149,61.
Abbiamo analizzato la prova con Luca Cassottana e Andrea Pili, che ad Aachen ha assunto l’incarico di chef d’équipe della delegazione italiana inizialmente attribuito a Cristiano Cividini.

Andrea Pili ad Achen 2026, dalla pagina Instagram della Fise
Andrea Pili: «Un esordio emozionante nel tempio dell’equitazione»
Pili, come avete vissuto questa maratona?
«Con la giusta dose di tensione, quella buona. È andato tutto bene: i cavalli hanno fatto ciò per cui erano stati preparati, Luca ha svolto il suo compito e lo stesso hanno fatto Emily Pecollo e Adamo Martin in carrozza. Tutti sono stati molto bravi e professionali».
Inizialmente come chef d’équipe era stato indicato Cristiano Cividini. Ad Aachen, invece, l’incarico è stato affidato a lei: che emozione è stata debuttare in questo ruolo proprio in occasione di un Mondiale?
«È molto emozionante. Oltre a rappresentare l’Italia negli Attacchi, ci troviamo in un contesto nel quale sono presenti anche le altre discipline e si tifa sempre per l’Italia: negli Attacchi, nel salto ostacoli, nel paradressage. Poterlo fare nelle vesti di chef d’équipe è ancora più bello. È la mia prima esperienza in questo ruolo: un esordio tutt’altro che leggero, nel luogo più storico dell’equitazione mondiale».
Aveva già familiarità con i compiti richiesti?
«Gran parte del lavoro la conoscevo già, perché ho sempre frequentato le competizioni come atleta. Le situazioni sono sostanzialmente le stesse, ma bisogna affrontarle in modo diverso: non più da concorrente, bensì rappresentando la nostra Federazione con la massima professionalità».
Lei continua anche a guidare?
«Sono fermo da quasi due anni per la mancanza di cavalli adeguati. Ho partecipato soltanto a qualche piccola gara, ma spero di poter ricominciare seriamente il prossimo anno. Sto preparando un cavallo che dovrebbe rappresentare il mio futuro: speriamo bene».
Che prova ha disputato Cassottana?
«Eravamo tutti consapevoli che, tra le tre prove, la Maratona fosse quella nella quale avrebbe potuto perdere qualche posizione. Non è accaduto nulla che non rientrasse nelle nostre previsioni e, credo, anche nelle sue. Ci aspettavamo una maratona difficile e lo è stata: molto lunga e tecnica, con un terreno pesante e ostacoli impegnativi. È giusto che un Campionato disputato in un luogo come Aachen rifletta anche la portata dell’appuntamento».
Come ha visto l’equipaggio durante il percorso?
«Luca si è difeso bene e ha guidato bene. Anche i groom hanno svolto perfettamente il proprio lavoro. Li ho seguiti in bicicletta elettrica per tutta la prova, in modo da essere sempre vicino e disponibile qualora avessero avuto bisogno di qualcosa. Hanno affrontato la Maratona con grande professionalità».
Il percorso era davvero così complicato come appariva dal grafico?
«Ogni costruttore ha il proprio stile e, in questo caso, ci è toccata una maratona più tecnica rispetto a un tracciato aperto e scorrevole. Per Luca non era una situazione completamente nuova, considerata l’esperienza accumulata negli anni, ma un percorso simile mette in difficoltà tutti. Lui, inoltre, non pratica il Tiro a quattro da moltissimo tempo: la gestualità e la manualità richieste da questa specialità sono ancora in evoluzione».
Cassottana deve inoltre confrontarsi con molti driver professionisti.
«Certamente. Luca svolge un altro lavoro, mentre a livello internazionale incontra concorrenti per i quali guidare è una professione. La nostra aspettativa di partenza era quella di fare una bella figura per Luca, per il suo team e per l’Italia. Tutto ciò che fosse arrivato in più sarebbe stato naturalmente ben accetto, ma il primo obiettivo era non sfigurare. Finora sta andando bene: incrociamo le dita per i Coni, ma se concluderemo il Mondiale come lo abbiamo iniziato potremo essere più che soddisfatti».
Luca Cassottana: «Una Maratona così insegna moltissimo»
Cassottana, quanto è stata dura la Maratona di Aachen?
«È stata una prova dura e tecnica, disputata su un terreno pesante e fangoso. Aveva piovuto ieri sera e ancora questa mattina; inoltre, quando siamo partiti erano già transitati diversi attacchi e all’interno degli ostacoli il fondo era ormai molto lavorato».
Nella formazione è rientrato Lady Killer. Come hanno risposto i cavalli?
«Lady Killer ha svolto bene il proprio lavoro nella gestione degli ostacoli. Alla fine i cavalli sono arrivati un po’ stanchi e questo ha provocato qualche piccolo errore. Il terreno pesante ha aumentato ulteriormente la fatica, ma hanno concluso la prova. Abbiamo poche occasioni per prepararci su percorsi così tecnici».
Che cosa porta con sé da un’esperienza tanto impegnativa?
«Quando affronto una gara dura e incontro delle difficoltà, da una parte sono contento perché posso metterle in tasca e utilizzarle per migliorare. Se i cavalli hanno terminato un po’ affaticati, significa che dovrò lavorare maggiormente sulla condizione. Se sono emerse altre difficoltà, cercherò di ricreare quelle situazioni durante il lavoro e di prepararmi meglio».
Che cosa le hanno confermato positivamente i suoi cavalli?
«Nei passaggi più tecnici hanno lavorato molto bene. L’ostacolo numero 5 era un vero labirinto, qualcosa di così complesso non mi era mai capitato di affrontarlo. Bastavano un attimo di esitazione o una piccola difficoltà nella conduzione per rimanere incastrati. Sono comunque riuscito a gestire la guida e i cavalli mi hanno seguito anche quando ho chiesto loro di spostarsi».
Quali cavalli erano impiegati come timonieri?
«Maurits e Lady Killer, con Killer a sinistra. Hanno affrontato molto bene anche le girate più impegnative. Nell’ostacolo numero 5, dove il terreno era più accettabile, hanno girato davvero bene; nei punti con più fango hanno faticato maggiormente».
Dove ha perso più tempo?
«In un passaggio sono rimasto incastrato in un angolo e ho perso alcuni secondi. Ho avuto anche qualche esitazione nella conduzione della volata: quando i cavalli davanti si tirano un po’ indietro, perdo il contatto e diventa più difficile indicare loro con precisione la direzione. Nel secondo ostacolo ho dovuto correggerli un paio di volte. Sono dettagli che pesano e che probabilmente ci sono costati diverse posizioni. Senza quelle esitazioni avremmo potuto mantenere più o meno il piazzamento del dressage, o comunque perdere meno terreno».
Qual era l’ostacolo che la preoccupava maggiormente prima della partenza?
«Quello che riuscivo a visualizzare meno bene era il numero 3, ma alla fine l’ho guidato bene. Ero preoccupato anche per il 5, proprio per la sua complessità, e lì ho commesso qualche errore. In altri punti forse avevo valutato con un po’ di ottimismo alcune girate: una volta arrivato, ho trovato il terreno molto più pesante e in un passaggio sono rimasto incastrato. Nel complesso, però, i cavalli hanno girato abbastanza bene».
Domani vi aspettano i coni: con quale obiettivo?
«Cercheremo di dare il meglio possibile. Adesso la priorità è prenderci cura dei cavalli e permettere loro di recuperare dopo una fatica del genere. Domani sarà un altro giorno e penseremo alla prova che ci aspetta».
Ora i cavalli riposano, domani la prova Coni che deciderà la classifica finale: buon lavoro a Luca Cassottana e a tutto il nostro equipaggio azzurro!
Qui i risultati della sola prova di Maratona.
La delegazione azzurra ad Aachen è assistita dal veterinario federale Giacomo Botticini e da Andrea Pili, indicato come chef d’équipe dell’Italia nell’elenco definitivo delle iscrizioni di Aachen 2026.

Il team azzurro impegnato nell’ultimo ostacolo della Maratona di Aachen 2026, foto dalla pagina Instagram di Fise
























