‘Benvenuti a bordo della Glamourdale Airlines. Rilassatevi, allacciate le cinture e godetevi il volo’.
È cominciata così la Kür di Charlotte Fry e Glamourdale, il binomio campione del mondo quattro anni fa a Herning che questa sera ha riconfermato davanti ai 40mila spettatori del Main Stadium di Aachen che i migliori sono ancora loro.
E il tema del volo è stato più che ricorrente nel programma proposto dalla Fry e soprattutto da Glammie che tra extended canter, pirouette e il passage iniziale sembrava proprio non toccasse terra.
Già in cima al podio nello Special, Charlotte ha ritrovato un Glamourdale davvero pronto a stupire. «Non abbiamo mai fatto un test così – ha commentato la Fry al microfono di Steven Wilde subito dopo la gara -. È stato semplicemente incredibile. Glamourdale è stato straordinario oggi in rettangolo. La prova della vita, davvero incredibile. Non abbiamo mai, davvero mai, fatto una ripresa così bella. Si è messo tutto insieme al momento giusto… E poi ad Aachen… Sì, una cosa davvero speciale».
Alla domanda se avesse guardato i binomi dopo di lei, in particolare Cathrine Laudrup-Dufour e Mount St. John Freestyle, sui diretti contendenti, Lottie ha risposto che si era tenuta occupata altrimenti… «Ho guardato il telefono, controllato un po’ di messaggi… No, non ho visto nessuno. E del resto per me non sarebbe potuta andare meglio di quello che è stato a prescindere dal risultato finale e da quello degli altri. Ero già troppo felice perché avere Glamourdale in una condizione come quella di stasera è una cosa che fa letteralmente impazzire. Durante il galoppo non riuscivo a trattenere il sorriso tanta era il feeling che Glammie mi stava trasmettendo. È un cavallo incredibile. Con tutto quel pubblico e in un’arena come quella di questa sera lui è entrato in campo tranquillo pronto a fare del suo meglio. Anch’io ero rilassata. E ci siamo davvero divertiti».
Il binomio Fry/Glamourdale è stato primo per 5 giudici su 7
- K – Maria Colliander (FIN)
- E – Clive Halsall (GBR)
- H – Maribel Alonso de Quinzaños (MEX)
- C – Ulrike Nivelle (GER)
- M – Alice Schwab (AUT)
- B – Michael Osinski (USA)
Ma alla fine lo scarto che ha diviso l’oro della straordinaria amazzone britannica dall’argento dell’altrettanto superlativa Cathrine Laudrup-Dufour in sella a Mount St. John Freestyle è stato davvero esiguo: 91,907 versus 91,236 della danese.
«Nello Special ho commesso errori che mi sono costati l’oro. Ma è stata colpa mia. Questa sera invece sono strafelice per questo argento. Ero certa che Lottie avrebbe dato fuoco alle polveri ma ho ottenuto il mio personal best in Freestyle e sono molto felice di come è andata. Mount St John Freestyle era davvero esplosiva. Quando sono entrata in campo ho fatto perfino segno al pubblico di stare in silenzio ma poi è cominciata la musica e tutto è diventato perfetto. Sono molto fiera». La Laudrup-Dufour era stata argento anche a Herning quattro anni fa ma con Vamos Amigos, mentre a Parigi 2024, con la cavalla di Aachen 2026 era stata oro nello Special e ‘solo’ quinta in freestyle.
A 20 anni esatti dal suo titolo su questo stesso campo (in realtà in quello che era lo stadio del dressage di Aachen accanto al Main Stadium di questa edizione) Isabell Werth è riuscita ad agguantare un podio complicato. Ultima a entrare in rettangolo conosceva già i punteggi stellari di Fry, Laudrup-Dufour e Verboomen. «Rischiare, rischiare, rischiare. È stata l’unica strategia possibile questa sera – ha commentato la ‘queen’ come la chiamano in molti. – Sono molto felice per il mio test di oggi. Il clima, l’atmosfera era meravigliosa e Wendy era perfettamente allineata con me».
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Un evento straordinario
Spesso si dice che il dressage non sia per tutti i palati ma gare come quelle che abbiamo avuto la fortuna di seguire in questi quattro giorni di rettangoli fanno davvero fare la pace con questa straordinaria disciplina. Fatta di intese, lavoro, sensazioni, dettagli. Ad Aachen si sono misurati i migliori binomi e il pubblico ha dato esattamente la misura di quanto siano stati seguiti con competenza. Per assistere al Freestyle di questa sera, le tribune del Main Stadium era stracolme di persone che hanno seguito con passione ogni movimento, ogni manovra.
«Come una partita di calcio importante» è stato il commento di Enzo Truppa che ha vissuto questo Campionato del Mondo con tutto il peso che la sua carica implica. «La Fei ha voluto ancora una volta darmi fiducia affidandomi un ruolo importante (Foreign Technical Delegate, ndr) e sono orgoglioso di aver condotto la nave in porto con successo».






















