La Federazione Equestre Internazionale durante la riunione del Board (il consiglio direttivo della stessa Fei) tenutasi a Losanna dal 30 giugno all’1 luglio ha approvato per il 2027 la Premier Jumping League e il suo intero sistema organizzativo: formato di gara, iter di formazione delle squadre, processo di selezione dei cavalieri, distribuzione del montepremi.
La Premier Jumping League sarà dunque un nuovo circuito di salto ostacoli internazionale che debutterà nel 2027: vi prenderanno parte sedici squadre lungo una serie di quattordici concorsi a cinque stelle, con un montepremi di un milione di dollari per ciascuna delle quattordici gare.
Al termine della serie dei quattordici concorsi, le prime dodici squadre a esclusione della prima e della seconda vanno a disputare i playoff: le migliori sei si qualificano per la finalissima, assieme alle due che al termine della serie di quattordici concorsi si classificano al primo e secondo posto, per distribuirsi un montepremi di ben 100 milioni di dollari.
Commenta il britannico Neil Moffitt, amministratore delegato della PJL: «Questa approvazione è il risultato di un dialogo collaborativo e costruttivo con la FEI, e siamo lieti del risultato ottenuto. La PJL non intende reinventare il salto ostacoli, né stravolgere l’ecosistema esistente. Il nostro obiettivo è presentare questo sport in modo da tutelarne l’integrità, rispettarne il patrimonio e creare maggiori opportunità per tutti i soggetti coinvolti. Si tratta di posizionare il salto ostacoli al fianco di altri sport d’élite, non come attività di nicchia, ma come un prodotto sportivo internazionale di alto livello in grado di attrarre un vasto pubblico, sponsor, emittenti televisive e partner commerciali. Sono incredibilmente orgoglioso della professionalità e della dedizione dimostrate dall’intero team della PJL durante tutto questo processo e vorrei ringraziare la FEI per il suo impegno positivo. Siamo entusiasti di iniziare il prossimo capitolo e di realizzare una serie di competizioni a beneficio di questo sport per le generazioni a venire».

























