Il dibattito sul futuro delle botticelle romane torna al centro dell’attenzione, come ogni estate.
Ma stando a quello che ha riportato RomaToday sulle proprie pagine nei giorni scorsi, i vetturini delle botticelle romane decisamente non sembrano affascinati dalle alternative di impiego presentate loro.
Molti dei 16 vetturini romani rimasti in attività infatti hanno dichiarato di non essere interessati a cambiare lavoro: addirittura ce ne sono alcuni che erano tassisti e si sono dati ‘alla botticella’ successivamente.
E nelle loro testimonianze una delle motivazioni principali è proprio il rapporto che si instaura con il loro cavallo – anzi, i loro cavalli in molti casi: spesso infatti ne hanno due, che lavorano su turni proprio per non affaticarli.
Uno di loro, in modo semplice ma efficace, ha espresso bene il sentimento condiviso con altri colleghi: “Io ne ho due, per farli riposare: questo è molto buono, un coccolone. Noi teniamo molto ai nostri animali perché oltre a permetterci di lavorare sono fatti di carne e ossa, non sono un’auto”.
Nel corso delle interviste è stato affrontato anche il tema della sostenibilità economica del servizio.
Da un lato c’è chi attribuisce la diminuzione del lavoro alle campagne critiche rivolte contro le botticelle; dall’altro chi individua nella diffusione di nuovi servizi turistici, come le golf cart, una forma di concorrenza particolarmente difficile da affrontare.
Il confronto sul futuro delle botticelle romane resta quindi aperto.
Da una parte vi sono le preoccupazioni legate al benessere animale e all’impatto delle ondate di calore sempre più frequenti.
Dall’altra la volontà dei vetturini di difendere una professione storica che continua a rappresentare, nel bene e nel male, uno degli elementi più riconoscibili del panorama turistico della Capitale.
In mezzo ci sono i cavalli, protagonisti inconsapevoli di un dibattito che ogni estate torna ad accendersi tra tradizione, lavoro, turismo e sensibilità contemporanee.
Qui la fonte della notizia, da RomaToday
Dal cavallo al taxi, i vetturini non ci stanno: “Nessuno vuole cambiare mestiere”
© RomaToday
“Ci avviciniamo verso le 14 di oggi, mercoledì 17 giugno. I cavalli e le rispettive botticelle sono all’ombra, a piazza di Spagna, lontani dal sole cocente. Un vetturino è intento a dare da bere, da un grosso secchio, ad uno dei due animali. Una signora straniera vorrebbe salire a bordo: “Troppo caldo, dopo le 17”, gli risponde il lavoratore. Ci presentiamo come giornalisti e, dopo un po’ di tira e molla, accetta di parlare di quello che, nella piccola categoria, è diventato il tema del giorno: cambiare attività, passando dal cavallo al taxi”.
























