Ieri, giornata orribile per i cavalli sulle strade: l’ultimo posto in cui dovrebbero stare. A Paternò, in provincia di Catania, una cavalla è morta dopo essere stata investita da una macchina sulla Strada Statale 121. Pare che l’incidente sia avvenuto verso la mezzanotte. Le forze dell’ordine, avvisate della presenza dell’animale già a terra sulla strada, al loro arrivo hanno potuto solo constatare che l’animale era morto e che era privo di microchip. Quindi impossibile risalire ai proprietari del povero animale e come mai sia riuscito a raggiungere una strada. Così come al momento gli inquirenti stanno ancora cercando di risalire almeno alla vettura che avrebbe investito il cavallo. Vettura di cui al momento non si sa praticamente nulla.
A circa 1800 chilometri di distanza, sulla sempre trafficata Valassina che da Monza porta a Milano, ha perso la vita un altro cavallo e il suo compagno di evasione è rimasto ferito. I due animali, fuggiti da un vicino maneggio, sono finiti in strada all’altezza di una galleria. Le prime macchine hanno iniziato a frenare per evitare l’impatto causando loro malgrado un incidente a catena. Tre le auto coinvolte nell’impatto con i cavalli. Cinque i feriti trasportati in ospedale.
Pare che la prima macchina si sia trovata di fronte gli animali e ne abbia centrato uno in pieno causandone la morte istantanea. L’altro cavallo ferito è stato affidato alle cure di un vicino centro veterinario e ci auguriamo possa riprendersi.
Un tema ricorrente
Nelle ultime settimane i casi di cavalli sulle strade si sono moltiplicati. Con una geolocalizzazione abbastanza varia. Da nord a sud, non si salva nessuno.
Con grande serenità è bene ricordare che l’incidente può toccare chiunque. A tutti è capitato almeno una volta che il cavallo gli scappasse. Sappiamo anche che i cavalli sono i numeri uno nel cacciarsi nei guai e che il loro sogno di fuga non è sempre negoziabile con una mela… Però rimane il fatto che troppi animali riescono a raggiungere le strade con troppa facilità. E quando si arriva al tema macchine e cavalli difficilmente può finire bene.
Come è possibile che ciò accada con tanta frequenza? È chiaro che se un cavallo scappa, la responsabilità è – in prima battuta – di chi non ha saputo custodirlo in maniera efficace. Lo dice anche la legge. Porte non chiuse bene, recinti con interruzioni e quasi sempre l’eccesso di confidenza sono all’origine di ogni fuga. Mai come in questo ambito la sicurezza deve avere un valore preventivo importante.
È di Pasquetta di quest’anno la notizia dei cavalli fuggiti in Toscana, nei pressi di Monte Morello, finiti sulla SP130. A Casalbuttano, a marzo sulla Provinciale 86 l’allarme fu per diversi cavalli e anche in quel caso ci fu una donna ferita seppur non gravemente.
Più si va indietro nel tempo, più ci si accorge che la quantità dei casi di cavalli finiti sulle strade indica un problema sistemico e non eccezionale. In alcuni casi, le fughe sono avvenute più volte anche dallo stesso centro.
Purtroppo, in molti degli incidenti riportati in cronaca, l’esito è stato mortale per gli animali. Ma anche gli umani non sono usciti sempre indenni dagli impatti. Trovarsi di fronte un animale da 500 chili che vaga impaurito e senza controllo non deve essere una bella esperienza.
Inoltre, c’è un’altra costante. I cavalli che finiscono in strada provengo per la maggior parte da paddock o comunque sistemazioni in cui non sono costantemente vigilati, cosa per altro improponibile. Quando si mette il cavallo al paddock, nessuno si siede lì e lo vigila h24.
Un tema non banale
Non è facile trovare una soluzione che possa essere efficace per arginare l’occasionale fuga di un cavallo… Forse sarebbe più facile – come già accade su molte autostrade – creare una forma di barriera che limiti l’accesso alla carreggiata per gli animali. E sicuramente bisognerebbe esercitare un maggiore controllo sulla qualità dei recinti e delle porte…
Il cavallo, una volta che si trova in mezzo al traffico, con auto e moto che magari iniziano a suonare il clacson (anche gli automobilisti non è detto siano gente di cavalli) non è così strano che possa reagire in modo imprevedibile. Ha paura…
Insomma, anche se a prima vista si potrebbe considerarlo solo un banale tema legato alla carenza di vigilanza nella custodia di animali (già di per sè grave), quello dei cavalli in strada non è affatto un argomento scontato, con soluzioni ‘A o B’. Fermo restando il principio di sicurezza preventiva, al contrario implica ragionamenti a tanti livelli e proprio per questo è un problema da risolvere nella sua complessità. Soprattutto, vista la casistica, evitando di considerarlo un evento assolutamente raro.























