Questa volta non si tratta di una corsa clandestina né di un palese caso di maltrattamento. Però anche quella che potrebbe sembrare una semplice ‘impuntatura’ amministrativa e burocratica non va comunque sottovalutata.
I Carabinieri della stazione di Librino, con il supporto dei veterinari dell’Asp di Catania, hanno ispezionato un allevamento di cavalli del quartiere, per accertare il rispetto delle normative in materia di identificazione, registrazione e gestione sanitaria degli animali.
Durante quella che è di fatto una operazione di routine (i controlli sono previsti ovunque) è emerso che nella struttura erano presenti 3 cavalli, a fronte dei 7 formalmente registrati nella Banca Dati Nazionale Equidi. Elemento che ha fatto sorgere dei dubbi sul destino dei quattro equini assenti ingiustificati. Inoltre, uno dei tre cavalli presenti è risultatiprivo di identificazione e del previsto controllo sanitario.
Durante l’ispezione sarebbero state rilevate anche ulteriori diverse anomalie di ordine prettamente amministrativo, contestate al responsabile della struttura, e per le quali è stata comminata un’ammenda di circa 1500 euro
L’importanza dell’identificazione
La normativa nazionale ed europea impone obblighi precisi per chi ‘ospita’ dei cavalli. Ognuno deve essere identificabile attraverso microchip e passaporto equino, regolarmente registrato nella banca dati ufficiale e sottoposto ai controlli sanitari. La mancanza di questi dati può compromettere la ricostruzione della provenienza dei cavalli, ostacolare i controlli sanitari e creare potenziali rischi sotto il profilo della salute pubblica, oltre che della tutela degli animali.























