Lo scorso giugno aveva fatto molto discutere la sentenza del Tribunale di Forlì che aveva riconosciuto un risarcimento complessivo di circa 2 milioni di euro per un cavallo da salto ostacoli morto in un incidente sulla A14.
La sentenza attribuiva un valore economico anche al legame affettivo tra nel nel 2020 l’animale e il suo proprietario.
Ora arriva un nuovo sviluppo.
La Corte d’Appello di Bologna ha accolto la richiesta di Generali Italia, disponendo la sospensione dell’efficacia esecutiva della sentenza di primo grado. In pratica, il provvedimento del Tribunale non potrà essere eseguito fino alla conclusione del giudizio d’appello.
La Corte precisa inoltre che, in questa fase preliminare, i motivi dell’appello appaiono “manifestamente fondati”, pur rinviando ogni decisione definitiva alla sentenza che concluderà il processo.
È importante sottolineare che non si tratta ancora di una decisione sul merito della vicenda: i giudici non hanno stabilito che la sentenza di primo grado sia sbagliata, ma hanno ritenuto che vi siano ragioni sufficientemente solide per sospenderne gli effetti in attesa dell’esito dell’appello.
Perché la sentenza del Tribunale di Forlì aveva fatto discutere: il risarcimento riconosciuto per la morte del cavallo e il riferimento anche al legame affettivo tra proprietario e animale.
Qui la notizia sul risarcimento quantificato in primo grado, da Cesena Today e qui la notizia dell’incidente che avevamo dato a suo tempo.
























