Il contenimento del numero dei wild è un tema spinoso molto ricorrente. Che spesso vede l’estrema ratio concretizzarsi con dei veri e propri stermini. Sta accadendo per i Brumbies in Australia, dove riprende il ‘culling’, ovvero l’abbattimento dei capi da parte di tiratori che sparano sui branchi dagli elicotteri. Prosegue a macchia di leopardo negli States, dove nonostante la strenua opposizione, esistono ancora cruenti round up. E, nel nostro piccolo, anche in aree del nostro paese in cui, se non fosse per gruppi fortemente determinati a tutelarne le sorti, i nostri re-wild sarebbero da tempo già spariti.
Eppure, prima di dover ricorrere a misure tanto estreme per tutelare la biodiversità dalla presenza massiccia di branchi di cavalli che crescono in modo incontrollato, una soluzione deve pur esserci…
Ed è proprio ciò su cui stanno lavorando al Bureau of Land Management dove stanno mettendo a punto un programma decennale per contenere la crescita dei wild di Pryor Mountain.
Al momento, il censimento dei wild ne conta 200. In dieci anni il loro numero deve scendere tra i 107-112. E per ottenere questo scopo è stato previsto un piano che si articola in ricollazione e contraccezione.
Significa che ci saranno cavalli che verranno separati dal branco per essere ricollocati presso affidatari e adottanti e che contestualmente si procederà alla somministrazione (con dei dardi) di anticoncezionali tra le femmine che rimangono in libertà.
In questo modo si potrà valutare e controllare nel tempo il numero della popolazione equina che rimane sul territorio e l’impatto che ne consegue.
Pareri discordi
Come spesso accade in situazioni come questa, i pareri si sono divisi tra coloro che non vorrebbero alcuna interferenza da parte dell’uomo e chi invece valuta questa misura una sorta di ‘meno peggio’ per la tutela della biodiversità dei luoghi e per il benessere dei cavalli che rimangono liberi.
Di sicuro rimane il fatto che i wild di Pryor Mountain sono da sempre un grande richiamo per i turisti, tanti anche dall’Italia. Una specie di risorsa locale alla quale, in una maniera o nell’altra, nessuno vuole rinunciare.
























