Continua a dare frutti il Progetto MBH che abbiamo seguito negli anno scorsi grazie ad Antonio Forgione, abruzzese con la passione per le lunghe distanze e un talento per gli up-grade da inanellare strada facendo.
Il più recente è la partecipazione di due giovani amazzoni al Nazionale degli Emirati Arabi Uniti che si sta tenendo a Butheeb in queste ore: Fderica Schillaci e Anna Ginetto sono lì grazie alle patenti UAEERF che valgono come licenze d’ospite per gli stranieri.
Antonio, partiamo da Federica Schillaci: a soli 15 anni sarà al via di una gara da 40 km nel deserto. Che valore ha questo appuntamento per lei e per il team?
“Federica rappresenta un talento molto giovane, ma con una determinazione e una maturità sportiva fuori dal comune. Essere al via di una gara come Boutheeb, a soli cinque mesi dal debutto nell’endurance, è un passaggio importante del suo percorso di crescita. Non è solo una questione agonistica, ma soprattutto formativa: il deserto è una palestra durissima, che insegna rispetto, gestione e responsabilità”.
Si tratta di una gara particolarmente impegnativa. Come vi siete preparati per affrontare le condizioni del deserto di Boutheeb?
“La preparazione è stata graduale e molto attenta. A Prezza, all’interno del Team Sofyline, lavoriamo sulla continuità dell’allenamento e sulla capacità di leggere il cavallo in ogni fase della gara. Nel deserto tutto è amplificato: clima, terreno, fatica. Per questo puntiamo molto sulla gestione, più che sulla prestazione pura”.

Al fianco di Federica ci sarà Ludovica Budroni, amazzone già esperta in gare nel deserto. Quanto è importante questa presenza?
“È fondamentale. Ludovica ha già affrontato più volte questo tipo di contesto, anche con esperienze maturate nella scuderia reale di Sua Altezza HH Sheikh Nasser bin Hamad Al Khalifa. La sua presenza è un punto di riferimento importante, non solo dal punto di vista tecnico, ma anche umano: il confronto tra atlete, soprattutto in ambienti così complessi, fa la differenza”.
A Bouthib sarà presente anche Anna Ginetto, vincitrice del Progetto MBH 2024 e al via nella 80 km. Che significato ha questa sua prima vera esperienza agonistica nel deserto?
“Per Anna è un passaggio chiave. Aveva già avuto modo di conoscere l’ambiente desertico, ma questa sarà la sua prima partecipazione agonistica vera e propria, con i colori della Scuderia Reale Al Maghweer di Sua Altezza Sheikh Hazza. Il Progetto MBH nasce proprio con l’obiettivo di offrire opportunità concrete, e vederne i frutti in un contesto di questo livello è una grande soddisfazione”.
Il Team Sofyline arriva a Bouthib dopo alcune settimane molto positive sul piano dei risultati internazionali. Che momento state vivendo?
“Siamo in una fase di crescita importante. Nelle ultime quattro settimane abbiamo ottenuto due secondi posti di grande rilievo internazionale: in Bahrain con Villaperuccio, oggi di proprietà di Sua Altezza Sheikh Nasser bin Hamad Al Khalifa, e a Dubai con Zelten, cavallo di proprietà di Sua Altezza Sheikh Hamdan bin Mohammed Al Maktoum. Sono risultati che confermano la qualità del lavoro svolto, anche quando i cavalli entrano in nuove scuderie”.
Che cosa rappresentano questi risultati per il futuro del team?
“Rappresentano una conferma e uno stimolo. L’endurance internazionale è un ambiente molto competitivo, e riuscire a mantenere continuità di risultati significa lavorare bene su cavalli, atleti e squadra. Guardiamo a questa stagione con grande attenzione e ambizione, sapendo che il percorso è fatto di tappe, non solo di traguardi”.
In chiusura: che tipo di stagione si prospetta per il Team Sofyline?
“Sarà una stagione intensa, ricca di impegni e di nuove opportunità a livello internazionale. Continueremo a investire sulla crescita dei giovani, sulla formazione e sulla qualità del lavoro quotidiano. È questa la base su cui costruire risultati duraturi”.
Qui l’ultima gara internazionale a Boutheeb
























