Gigetto è un giovane asino che lavora in libertà insieme ai puledri maremmani nello spettacolo dei Cavalieri della Bardella, gruppo di Marta, in provincia di Viterbo. A raccontare la sua storia è Biagio Prugnoli, che ammette di essersi ricreduto sulle capacità e sull’intelligenza degli asini.
È piccolo, tosto, ha conquistato il suo posto tra i puledri e anche quello nello spettacolo dei Cavalieri della Bardella di Marta.
Ma soprattutto ha fatto cambiare idea sugli asini a Biagio Prugnoli, che oggi ammette: «Mi sono ricreduto tantissimo».
Biagio è una di quelle persone preziose che con una passione capace di crescere sino a diventare una missione porta avanti le tradizioni equestri della sua terra, del suo paese e dei loro cavalli trasformando l’unione di questi elementi in uno spettacolo
Ma poi adesso c’è anche Gigetto, che nello spettacolo ci è entrato quasi per scommessa.
È un asinello di circa due anni, castrato, senza particolari quarti di nobiltà da esibire: un incrocio della zona di Marta, in provincia di Viterbo.
Ma ha carattere, intelligenza e soprattutto una certezza incrollabile: quando ha deciso qual è il suo posto in mezzo ai cavalli dei Cavalieri della Bardella, da lì non lo sposta più nessuno.
Nemmeno i cavalli.
A raccontarci la sua storia è proprio Biagio Prugnoli: e la parte più divertente della storia è che, all’inizio, il primo a non credere troppo nelle capacità degli asini era proprio lui.
Biagio, confessiamo subito tutto: tu degli asini non eri precisamente un estimatore…
«È vero. Mi sono ricreduto tantissimo, perché ho sempre considerato l’asino un animale un po’ di seconda mano. Non mi vergogno a dirlo: ammettere certe cose secondo me è anche un segno di crescita».
Poi, però, due amici cominciano a lavorarlo ai fianchi: Cristina e Roberto gli raccontano che gli asini sono animali intelligenti, sensibili, capaci di sorprendere chi si prende la briga di conoscerli.
«Io non ci credevo! Però a un certo punto mi è venuta questa idea: voglio provare. Mettiamo un asino nello spettacolo e vediamo che succede».

Un asinello cresciuto con i puledri
Inizialmente il progetto prevedeva addirittura due asini, da inserire accanto ai giovani cavalli del gruppo.
Biagio aveva anche valutato alcuni soggetti Viterbesi – scelta perfettamente coerente con il territorio – ma erano già maschi di due anni o due anni e mezzo, mentre i puledri avevano soltanto sei o sette mesi.
Meglio cercare un coetaneo: così è arrivato Gigetto.
«Era ancora nel recinto con la madre, ma era ora sello svezzamento. Per farlo salire sul trailer eravamo in tre o quattro: abbiamo praticamente incrociato le mani dietro di lui e, piano piano, lo abbiamo accompagnato dentro».
Il primo compito di Gigetto nello spettacolo era semplice: Dorine lo conduceva a mano portando fieno per i puledri, loro lo seguivano e da lì cominciava il carosello.

Poi a Biagio viene un dubbio: ma se questo asino vive tutto il giorno insieme ai cavalli, perché non provare a lasciarlo libero con loro anche durante il lavoro?
Ed è lì che Gigetto comincia a fare vedere chi è.
«Non è mai scappato. È molto legato a uno dei puledri e abbiamo cominciato a lavorarlo accanto a lui: il problema era che quel posto era già occupato da un altro cavallo, abituato a stare lì. Gigetto, però, ha deciso: no, questo è il posto mio».
L’altro prova a mandarlo via. Gigetto non si impressiona.
«Ha provato a morsicarlo, a calciarlo, ma lui niente: è rimasto lì, incrollabile. Alla fine il puledro si è spostato. È stata una scena bellissima e lì ho capito che Gigetto poteva davvero lavorare libero insieme a loro».
«Si mette al suo posto e aspetta che gli dici di andare»
Da allora il piccolo asino è diventato un componente effettivo del gruppo.
«Quando mettiamo insieme i puledri lui va al suo posto e non si muove finché non gli dici di andare. Se durante il lavoro si ritrova dall’altra parte del branco, piano piano torna verso il suo compagno e riprende la sua posizione. Da solo».
Un cavallo può spaventarsi per qualcosa e provare ad allontanarsi, Gigetto no: mai capitato nulla che lo facesse desistere dal suo proposito.
Ha imparato persino a saltare piccoli ostacoli insieme agli altri: «Parliamo di 40 o 50 centimetri, naturalmente. All’inizio magari prova a scansare l’ostacolo, ma se è in mezzo ai puledri salta. E alza bene anche i posteriori, proprio come un cavallo da salto!».
Quanto alle differenze di andatura, nessun problema: il lavoro viene impostato a un ritmo che Gigetto riesce a sostenere senza problemi.
Piccolo, ma con le idee chiarissime
Anche nella vita quotidiana il rapporto con i cavalli è ormai consolidato. Gigetto sa farsi rispettare, senza lasciarsi intimidire dalla differenza di mole.
«Quando arriva il mangime i puledri sono più prepotenti, ma lui piano piano, anche andando un po’ in retromarcia se serve mettendo avanti ‘le batteri’, trova il modo di arrivare dove vuole e si mette a mangiare».
Nel gruppo ha stretto soprattutto un’amicizia molto forte con uno dei giovani cavalli con cui ha parecchio in comune: «Sono due prepotenti, praticamente due capobranco. Però si rispettano moltissimo».
Con le persone, invece, Gigetto ha già imparato a fare sottili distinzioni: se va a prenderlo Dorine, si lascia avvicinare volentieri. Quando vede arrivare Biagio, qualche volta ci pensa.
«Con me all’inizio sembra dire: quello mi fa lavorare! Magari prova ad allontanarsi un momento. Ma dura pochissimo».
Gigetto, del resto, è stato lavorato soprattutto in libertà. La capezza la conosce, ma il suo rapporto con l’uomo e con il gruppo non è stato costruito sulla costrizione.

E alla fine si sono convertiti tutti
La vera prova, però, forse non era convincere Gigetto.
Era convincere gli altri Cavalieri della Bardella, ci ha spiegato Biagio: «All’inizio mi è toccato insistere. Qualcuno mi diceva: “Ma adesso con quest’asino che ci dobbiamo fare?”. Non lo conoscevamo, semplicemente».
Biagio aveva rischiato anche una discreta presa in giro: se Gigetto, una volta portato in pubblico, avesse deciso di farsi allegramente gli affari propri, sarebbe stato difficile riproporre l’esperimento.
Invece è successo il contrario.
«Fortunatamente si è comportato davvero molto bene e ci ha fatto fare una bella figura. E ogni volta che siamo usciti il pubblico lo ha apprezzato tantissimo».
Così Gigetto ha conquistato anche gli scettici.
E ha portato con lo spettacolo dei Cavalieri della Bardella qualcosa che ancora mancava: accanto ai cavalli, ai bovini e ai muli che appartengono alla tradizione e alle rappresentazioni del lavoro buttero, adesso c’è anche un piccolo asino che lavora in libertà con il branco.
«Io sono per le novità», riassume Biagio.
Ma la novità più grande, forse, è avvenuta proprio nella sua testa.
«Sono quelle cose di cui senti parlare ma che non prendi mai davvero in considerazione. Poi un giorno dici: chissà… Male che vada, avrò fatto un tentativo».
Questa volta il tentativo è riuscito: e quando gli ricordiamo che, alla fine, lo abbiamo proprio “asinato”, Biagio non protesta affatto.
«È colpa vostra. Ma io sono contento».
Benvenuto tra i butteri, Gigetto.
Biagio Prugnoli non è stato l’unico a ricredersi. All’inizio, racconta, anche tra i Cavalieri della Bardella qualcuno si domandava che cosa ci facesse un asino nello spettacolo. Poi Gigetto ha cominciato a lavorare insieme ai puledri, e ha risposto da solo.
Commenti sparsi dai Cavalieri della Bardella sul nostro eroe dalle lunghe orecchie: «Non mi aspettavo che gli asini fossero animali di estrema intelligenza e ottima memoria».
«Gigetto, l’asinello dei Cavalieri della Bardella, è il piccolo leader della razzetta di puledri maremmani: intelligente e coraggioso».
«Gigetto non è semplicemente un asinello, è un piccolo grande protagonista della nostra realtà. Con il suo carattere curioso, intelligente e coraggioso riesce a farsi voler bene da tutti. Ha una personalità tutta sua e, a modo suo, sa essere un vero leader tra i nostri cavalli e puledri maremmani».
E qualcuno ormai non ha più alcun dubbio: «Mai pensare che gli asini siano stupidi. Ma Gigetto ha qualcosa in più: si crede un cavallo! È la mascotte del nostro gruppo».
I Cavalieri della Bardella sono: Francesco Robibero, Micheal Altobelli, Pasquale De Grossi, Giacomo Cristini, Valentina Cristini, Mara Bonucci, Martina Claudiani, Raffaele Proietti, Cherubini Cavour e Biagio Prugnoli, e Dorine Jones.























