Cavallo Magazine di marzo: “Percorso Vincente”

In squadra con Cavallo, editoriale di Corrado Piffanelli - Cavallo Magazine Giugno 2020
In squadra con Cavallo, editoriale di Corrado Piffanelli - Cavallo Magazine Giugno 2020

Bologna, 21 febbraio 2020 – Cavallo Magazine di marzo è in edicola, riportiamo in forma integrale l’editoriale del direttore Corrado Piffanelli.

Percorso vincente

Quantitá e qualitá. Oggi chi sceglie la seconda? Pochi. Siamo bombardati ovunque da numeri, da ascolti, da giga, da record, da boom. Eppure scegliere fa ancora risultato, sa far notizia anche quando un milione di fake news fanno più rumore. La storia è quella della Nazionale di Paradressage, ultima qualificata del mondo Fise per Tokyo 2020.

Forse la qualificazione piú emozionante, sicuramente un pass thriller col brivido della corsa fino all’ultimo decimale di quel tiranno assoluto chimato ranking. La nostra Nazionale si é qualificata senza fare massa.

Anziché stressare atleti e cavalli in giro per il l’europa, anziché infittire il calendario a caccia di punti, il ct Ferdinando Acerbi ha preferito selezionare le gare conteggiando al centesimo forza della squadra e prestazioni.

Il brivido era ovvio.

Avendo fatto 410 e 413 nelle prime due gare in contemporanea (ricordava un po’ l’ultima di campionato di serie A), gli atleti sparsi in tutto il mondo da Wellington alla Polonia, applicazioni e telefonini sotto pressione per calcolare in tempo reale ranking e punteggi.

Nell’ultima tappa a Ornago la pressione era veramente tanta: il peso di una scelta di qualità stava per schiacciare o esaltare la comitiva azzurra, costretta a giocarsi al top tutte le sue carte. L’Italia peró ha vinto con la sua forza caratteriale: non si è fatta prendere dal panico, è rimasta ferma sulla propria posizione, ragazzi e ct hanno sempre avuto fiducia nelle proprie possibilità, sempre ottimisti, sempre convinti.

Così è nata un’impresa che, per la squadra azzurra, è senz’altro storica: non solo una qualificazione, ma percorso studiato, condiviso, sostenuto, vissuto, festeggiato e alla fine pienamente vincente. Che fa della quarta-quinta squadra d’Europa, oggi, una delle Nazionali con piú compattezza, forza d’animo e autostima.

Diceva Mogol che non importano gli applausi ma da chi provengono. La capacitando scegliere oggi è ancor decisiva: la carta che port a Tokyo non è uguale per tutti.

di Corrado Piffanelli

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