La politica è sempre stato un aspetto della nostra vita sociale estremamente divisivo. Da pigliare con le pinze, soprattutto sul web e i social. Però, quanto contenuto nella Legge di Bilancio 2026 interessa direttamente anche il mondo equestre e quindi è giusto parlarne. Almeno per capire come e in quale misura i cavalli, i cani e gli animali sono entrati fin nelle pagine di un documento tanto importante per il futuro del nostro paese.
Iniziamo, in capo al Ministro dell’Agricoltura, dai 500mila euro per il 2026 e 1 milione per il 2027 per la transizione a sistemi di allevamento senza gabbie. Un tema lontano dalle scuderie ma che tuttavia riguarda quel concetto di one health e social license che il mondo equestre sta sempre più spesso mettendo al centro.
C’è poi il contributo che il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali potrà fornire, due milioni di euro in due anni, per la custodia di cani sequestrati o confiscati per combattimenti o affetti da problematiche comportamentali affidati a strutture gestite o affiancate da Enti del Terzo settore.
Ma il pezzo forte riguarda ancora una volta l’ippica, un settore che vista la mole di persone coinvolte -tra diretto e indotto – costituisce un punto di sicuro interesse tanto economico quanto politico. Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026 – 216 sì, 126 no e 3 astenuti – è stato definito in 152,1 milioni di euro (152.147.083 €) l’ammontare degli stanziamenti per il 2026 destinati all’ippica. L’importo riunisce tutte le risorse destinate al sostegno e allo sviluppo del comparto, articolate in più capitoli di bilancio, che coprono il montepremi, i contributi alle società di corse, la gestione tecnico-amministrativa e gli oneri connessi.
Il Governo e il Parlamento hanno stanziato quindi in Legge di Bilancio circa 140 milioni all’anno per il triennio 2026-2028 a favore del comparto ippico suddivisi in capitoli.
- Il capitolo 2295 (€ 93.724.461) è destinato allo sviluppo del settore, ai montepremi delle corse e agli interventi di sostegno diretto.
- Il capitolo 2297 (€ 36.444.65) è dedicato alle società di corse per le attività di organizzazione delle corse ippiche e per i servizi televisivi delle immagini delle corse.
- Il capitolo 2298 (€ 21.357.961) è stato pensato per le spese connesse alla gestione, vigilanza e controllo.
Nel testo della Legge di Bilancio 2026 figurano € 3.858.952 previsti nell’ambito della vigilanza e controllo tecnico delle corse e € 1.742.562 da destinare all’ammodernamento e all’adeguamento degli ippodromi e delle loro infrastrutture. € 5.719.000 sono previsti per i controlli identificativi cavalli e antidoping ed € 10.765.729 di corrispettivi per la gestione e la copertura del segnale televisivo e l’acquisto di diritti televisivi esteri.
La dichiarazione del Senatore La Pietra
A prendere la parola all’indomani di un così generoso capito di spesa previsto per l’ippica è stato il sottosegretario al MASAF Sen. Patrizio La Pietra che ha così commentato:
“Esprimo piena soddisfazione per il risultato raggiunto, che testimonia la concreta attenzione del Governo verso il nostro settore. Sono certo che l’incremento del montepremi saprà innalzare ulteriormente la qualità e il livello agonistico delle competizioni, garantendo al contempo maggior gratificazione agli operatori. Preme sottolineare che sono già programmati iter amministrativi volti a reperire, nel corso dell’anno, ulteriori risorse da destinare ai vari capitoli di spesa, con priorità per quelli interessati da decrementi. Desidero inoltre rivolgere un sentito ringraziamento ai senatori laziali di Fratelli d’Italia: il loro intervento, che ha portato allo stanziamento di un milione di euro per l’ippodromo delle Capannelle, dimostra grande sensibilità verso un impianto storico non solo per la città, ma per l’intero comparto nazionale. La mia gratitudine va infine a tutta la filiera: dalle società di corse agli addetti ai lavori, dai giudici a tutte le categorie professionali — fantini, guidatori, proprietari, allenatori e allevatori — per l’impegno e il supporto costanti. Un ringraziamento particolare alla Direzione Generale per l’Ippica, al Direttore Chiodi e a tutti i dirigenti e funzionari che operano quotidianamente con dedizione e competenza“.
























