Sembra scritto nelle stelle che il 2026 parli il linguaggio di Hermès. Nel calendario lunare è l’Anno del Cavallo, simbolo di eleganza, forza, libertà e movimento, gli stessi valori che da quasi due secoli definiscono l’identità della maison parigina. Un segno che non promette immobilità ma slancio, capace di unire disciplina e istinto, tradizione e visione. E se c’è un nome che più di ogni altro incarna questo equilibrio sottile, è proprio Hermès, pronta a vivere un anno che sembra disegnato su misura per la sua storia.
Il 2026 potrebbe quindi rappresentare molto più di una semplice conferma di successo. Non che Hermès abbia bisogno di nuove consacrazioni, visto che firma da decenni alcune delle borse più desiderate al mondo, dalla Birkin alla Kelly. Ma ciò che si profila all’orizzonte è un ritorno ancora più netto alle origini, un’affermazione del suo DNA equestre che va oltre il singolo oggetto iconico per abbracciare una visione culturale e stilistica più ampia.
Lo stile equestre, del resto, non conosce tramonti. Ha attraversato epoche e figure leggendarie, dalla compostezza impeccabile della regina Elisabetta alla grazia sportiva di Jackie Kennedy, fino all’eleganza naturale di un’amazzone contemporanea come Charlotte Casiraghi. Oggi lo ritroviamo anche sulle passerelle informali delle it girl globali come Bella Hadid e Kendall Jenner, a dimostrazione che l’equitazione non è un esercizio nostalgico, ma un linguaggio vivo, attuale, profondamente moderno.
Per Hermès non si tratta di inseguire una tendenza, ma di riaffermare una continuità. La maison nasce a Parigi nel 1837, quando Thierry Hermès apre un laboratorio di selle e finimenti, intuendo prima di molti altri che il cavallo moderno aveva bisogno di leggerezza, funzionalità ed essenzialità. I suoi manufatti, raffinati e straordinariamente resistenti, vengono premiati all’Esposizione Universale di Parigi del 1867. Negli anni Ottanta dell’Ottocento il figlio Charles Émile trasferisce l’attività al 24 di Faubourg Saint Honoré, aggiungendo un negozio e consolidando una reputazione che si diffonde rapidamente in tutta Europa grazie a selle e attrezzature su misura.
Questa eredità continua a vivere oggi in una visione che rifugge la banalità e supera anche la definizione di quiet luxury, spesso associata al marchio. In un mondo ossessionato da estetiche da catalogare, Hermès resta fuori dal tempo, proprio come una buona equitazione, dove stile e funzione sono inseparabili.
A riportare la maison al centro della cronaca contribuisce anche la recente svolta creativa. Nell’ottobre 2025 viene annunciata la nomina di Grace Wales Bonner come nuova direttrice creativa del menswear, chiamata a raccogliere l’eredità di Véronique Nichanian, che dopo 37 anni lascia la linea uomo. Una scelta che promette un dialogo ancora più profondo tra tradizione artigianale e sensibilità contemporanea.
Come un cavallo ben allenato, Hermès affronta il futuro con passo sicuro, senza perdere contatto con la sua essenza. E nel suo anno simbolico, quello del Cavallo, sembra pronta a ricordare a tutti che l’eleganza autentica non corre mai dietro al tempo, ma lo attraversa.

























