Irma era nata da poco, e si trovava sola sul monte Maggiore, in provincia di Prato. Senza la sua mamma, e nessuna cavalla in lattazione del branco l’ha adottata spontaneamente
Per salvarla, i volontari dell’associazione Salvaguardia e Sviluppo Calvana hanno dovuto recuperarla e condurla a valle: e adesso le hanno anche trovato una balia.
O come ci piace pensare, una mamma adottiva.
Prima di intervenire, i volontari hanno atteso e tentato in ogni modo possibile di favorire il suo rientro tra gli altri cavalli.
Il branco, tuttavia, ha continuato a respingerla e, per una puledrina di pochi giorni, restare senza latte e protezione avrebbe significato non avere possibilità di sopravvivere.
Il recupero è stato quindi effettuato dopo avere ottenuto le necessarie autorizzazioni dal Comune di Vaiano.
Nei cavalli rinselvatichiti sono stati documentati rarissimi casi di adozione spontanea e persino di allattamento condiviso.
Ma si tratta di eccezioni: perché un puledro appena nato possa sopravvivere non basta che il branco lo tolleri, occorre che una cavalla in lattazione lo accolga realmente e gli permetta di poppare.
Nel caso della Calvana, i ripetuti tentativi di ricongiungimento non hanno prodotto questa risposta e il recupero è diventato l’unica possibilità concreta di salvezza.
I cavalli “rewilded” della Calvana
La vicenda della piccola Irma apre ancora una volta una finestra sulle complesse dinamiche degli oltre cento cavalli della Calvana.
Animali di origine domestica che ormai da generazioni vivono e si riproducono in libertà sul massiccio preappenninico, in un territorio naturale ma fortemente vicino alle aree abitate.
Dalla cima del monte Maggiore, infatti, lo sguardo raggiunge Firenze e tutta la piana di Prato e Pistoia.
I volontari preferiscono definirli cavalli “rewilded”, più che semplicemente selvatici. Una popolazione tornata a organizzarsi autonomamente in branchi, sviluppando comportamenti sociali ancora in parte da osservare e comprendere.
Sono proprio i “Calvana Angels”, come vengono chiamati i volontari dell’associazione, a seguirne quotidianamente le vicende.
Ogni branco ha un nome, generalmente quello dello stallone che guida il gruppo composto dalle femmine e dai loro puledri.
Accanto ai branchi familiari esistono poi i gruppi degli “scapoli”.
Giovani maschi dai quali, di tanto in tanto, emerge qualche aspirante rivale pronto a contendere femmine e territorio allo stallone dominante. Le nuove coppie, invece, vengono spesso battezzate con i nomi di celebri innamorati della letteratura.
Tra i protagonisti più conosciuti della Calvana era Gambatorta, diventato una vera mascotte per escursionisti e camminatori e un simbolo di resilienza.
La sua storia e quelle degli altri cavalli vengono raccontate durante le sessioni di horse watching organizzate dall’associazione.
Gli itinerari, personalizzati e percorsi in parte a piedi e in parte in fuoristrada, partono dalla sede di Spicciano, sopra Vaiano, e raggiungono le praterie sommitali.
Qui famiglie e visitatori possono osservare i cavalli accompagnati dagli esperti, nel rispetto delle distanze necessarie a garantire la sicurezza delle persone e, soprattutto, a non interferire con la vita dei branchi.
I cavalli rappresentano il richiamo principale per molti visitatori, ma l’attività di Salvaguardia e Sviluppo Calvana comprende anche la tutela di un habitat raro nel panorama italiano.
Le praterie sommitali ospitano numerose specie animali e vegetali protette. Minacciate sia dai resti lasciati dall’uomo – vecchie recinzioni e filo spinato sono ancora molto diffusi – sia dall’avanzata della vegetazione spontanea nei terreni che fino al secolo scorso venivano utilizzati come pascoli.
Anche il rapporto tra cavalli e ambiente è oggetto di studio.
L’Università di Firenze ha installato nell’area alcune piccole strutture sperimentali che permetteranno di valutare l’impatto dell’alimentazione degli equini sulle diverse essenze vegetali presenti.
Una convivenza delicata tra uomini, cavalli e natura, dunque, della quale la puledrina recuperata sul monte Maggiore è diventata ora la più giovane e fragile protagonista.
CI piace cominciare la settimana con una buona notizia e quello che promette di essere un lieto fine: e qui trovi la raccolta fondi per aiutare Irma, e diventare uno degli angeli che la aiutano!
























