Dopo aver attraversato la storia dell’uomo per millenni, il cavallo diventa oggi protagonista di una nuova impresa, assolutamente contemporanea e globale.
Non come icona romantica o residuo del passato, ma come chiave per leggere il futuro: un patrimonio vivente capace di unire territori, saperi, istituzioni e comunità.
È questo il messaggio che emerge dalla giornata del 3 marzo al CNEL, dove è stato firmato il protocollo che dà vita al Comitato Promotore per la candidatura delle Arti, Tradizioni e Culture Equestri Italiane a Patrimonio Immateriale dell’Umanità UNESCO.
L’iniziativa, promossa dal Forum ICASTE, riunisce undici enti nazionali (ANAM, ANAMF, ANAREAI, ASI Sport Equestri, ASVI Sardegna, Centro Regionale Incremento Ippico Santa Maria Capua Vetere, FISE, FITETREC-ANTE, Istituto Incremento Ippico per la Sicilia, Verona Fieracavalli) che rappresentano l’intero mondo equestre: allevamento, sport, spettacolo, tutela delle razze, promozione culturale.
Una rete che, per ampiezza e qualità, non ha precedenti recenti.
La rappresentanza del IV Reggimento Carabinieri a Cavallo, dei Lancieri di Montebello e della Polizia di Stato ha sottolineato il profilo istituzionale dell’evento.
Il Presidente del CNEL, Renato Brunetta, ha colto l’occasione per lanciare un messaggio politico chiaro: «Il CNEL è la casa di tutti e da oggi lo è anche del mondo equestre. Esprimiamo il nostro apprezzamento culturale e mettiamo a disposizione del settore la nostra capacità legiferante: se il comparto avrà bisogno di proposte normative per tutelare le proprie professionalità e i propri valori, noi siamo pronti a portarle in Parlamento.»
È un passaggio cruciale: il cavallo non è più soltanto un tema culturale, e la candidatura UNESCO diventa un’agenda politica che tocca identità, economia, educazione, welfare e territorio.
Una visione che dialoga con le priorità europee in materia di sostenibilità, biodiversità e coesione sociale. Il cavallo come “altro da sé” che educa alla relazione e come protagonista di pratiche artistiche che uniscono tradizione e innovazione.
I detentori di questi “saperi” diventano i “maestri custodi” di tradizioni e paesaggi.
Durante il dibattito, le voci dei rappresentanti degli enti aderenti hanno restituito un settore sorprendentemente trasversale: dalla forza educativa del rapporto uomo/cavallo, alla potenza narrativa dello spettacolo equestre, fino al ruolo dei corpi intermedi come motori civili capaci di dialogare con le istituzioni. È un’Italia che sa fare rete, che sa progettare, che sa guardare lontano.
La sensazione, alla fine della giornata, è che questa candidatura non sia un esercizio nostalgico, ma un tentativo di restituire al cavallo il ruolo che ha sempre avuto: non un simbolo del passato, ma un motore di civiltà per il futuro.
Le voci della giornata nel dettaglio
Marco Di Paola (presidente FISE e Vicepresidente Vicario CONI) ha sottolineato il rapporto di fiducia uomo-cavallo; Rodolfo Lorenzini (presidente del Comitato Promotore) ha ribadito la forza divulgativa dello spettacolo equestre ed i moltiplicatori sociali della candidatura Unesco; Tamara Papiccio (Segretario Generale Unione Ippica del Mediterraneo),ha evidenziato il legame tra razze equine e identità dei territori e come il cavallo sia un ponte tra culture diverse. Sul fronte educativo, Nicoletta Angelini (Forum Icaste) ha spiegato come il cavallo insegni ai giovani relazioni sane, mentre Riccardo Di Giovanni e Umberto Scotti (Forum ICASTE) hanno posto l’accento sulla relazione di fiducia tra uomo e cavallo che si genera nello spettacolo e nel teatro equestre.
Antonio Giarola (Fieracavalli) ha chiosato: “Lo spettacolo è fondamentale perché crea emozione, e l’emozione nasce raccontando storie”.
Un passaggio chiave è stato tracciato da Emilio Minunzio (vicepresidente ASI), il quale ha sottolineato come questa iniziativa dimostri la straordinaria forza propulsiva dei corpi intermedi.
Secondo Minunzio, la capacità di queste realtà di fare rete e di elaborare una visione così alta e complessa conferma che le associazioni e gli enti di settore non sono semplici esecutori, ma motori civili in grado di dialogare paritariamente con le massime istituzioni dello Stato per lo sviluppo sociale e culturale del Paese.
Comunicato stampa Forum Icaste

























