Mainstream. Si dice di tendenza comune e dominante, seguita dal più grande pubblico. Ed è questo il termine che The Times utilizza per indicare quella che un tempo era un’area dedicata all’ippoterapia ed ora è diventata… mainstream.
Chiunque può beneficiare della vicinanza del cavallo ed è così che secondo l’autorevole quotidiano britannico, l’ippoterapia ha abbattuto il proprio perimetro tradizionale per diventare mainstream.
Un tempo pensata per aiutare veterani e vittime dalla psiche ferita, oggi la vicinanza con il cavallo è sempre più apprezzata per rendere migliore anche la vita di chi desidera semplicemente prendersi maggiore cura di se stesso.
Lo testimonia Operation Centaur, una realtà tutta londinese che ha come fondatore lo psicologo e psicoterapeuta Andreas Liefoogheche, tra le altre cose, è un appassionatissimo uomo di cavalli. Alla Pertersham Farm Stable, una ventina di minuti dal cuore della city, si tengono corsi dedicati al benessere emotivo e psicofisico con l’esclusivissimo supporto del dottor cavallo. E in tutti gli UK, le terapie assistite con i cavalli sono aumentati del 34% tra il 2023 e il 2025.
Una terapia per chi?
Ma chi sarebbero gli attuali fruitori del benessere che la vicinanza con i nostri amici a quattro gambe sa offrire?
Secondo i britannici si tratterebbe di persone desiderose di comprendere meglio le proprie emozioni. Cosa che sembra essere particolarmente promossa dalla paziente e regolare pratica di accudimento quotidiano dei cavalli.
«Sono animali dal potente potere terapeutico perché rispondono alle persone con onestà completa e senza esprimere giudizi» spiega Rosie Bensley, co-fondatrice di Strength & Learning Through Horses, progetto legato a Operation Centaur.
«Quando qualcuno si sente ansioso, sulla difensiva o insicuro, un cavallo non “finge” che tutto vada bene; reagisce in modo immediato, offrendo alle persone una visione non verbale di come il loro stato interiore influenzi il mondo che li circonda. Il che può essere molto più efficace della terapia verbale». È uno specchio della nostra anima.
«Inizialmente i nostri programmi terapeutici erano incentrati sugli adulti con problemi di dipendenza e sui giovani neurodivergenti – ha spiegato Puffin O’Hanlon, psicologa esperta dell’Operation Centaur. – Poi ci si è resi conto che la terapia equina poteva trattare una gamma molto più ampia di disturbi, tra cui disturbi alimentari, traumi e lutti complessi. Ora i potenziali benefici per il benessere generale sono pienamente riconosciuti: stiamo assistendo a un aumento dei ritiri di terapia equina tra il grande pubblico e per le giornate di team building aziendali».
Tutto chiaro? Il cavallo fa davvero molto bene. A tutti.























