Cavalli sì, cavalli no… In quel mirabolante business che Disneyland replica in diverse parti del mondo, gli umori sono contrastanti. Forse non solo per i cavalli in sé ma piuttosto per i costi che il loro corretto mantenimento implica.
Eppure i cavalli a Disneyland sono una tradizione delle origini… Il loro ingresso nei parchi dei divertimenti più famosi del mondo, allora presenti solo negli States, risale al 1955. E, negli anni ne hanno fatte davvero di tutti i colori per allietare le visite di milioni di persone. Hanno trainato i tram, preso parte a spettacoli e animato ricostruzioni da favola.
Eppure, a Hong Kong, i wagon variopinti sono già da tempo elettrici e a Shangay la celebre Mikey Avenue è stata concepita senza neppure gli spazi fisici per l’impiego dei cavalli.
Anche Parigi pare si stia allineando con questo trend.
I Percheron che dal 1992 (anno di apertura del parco) trainano i veicoli lungo Main Street, U.S.A, Central Plaza e Town Square stanno per essere ‘archiviati’. Insieme ai cavalli del Buffalo Bill’sWild West Show, in pensione dal 2020 e da altre ‘comparsate’ nel parco dei divertimenti parigino.
Cosa dice Disney?
Pare che la scelta di escludere o meno i cavalli dal palinsesto dei divertimenti offerti non venga dettata dalla ‘casa-madre’, visto che in molti altri Disneyland i cavalli rimangono protagonisti molto apprezzati.
Come per esempio nel parco californiano dove tutto ebbe origine o a Magic Kingdom, in Florida. O al Walt Disney World’s Tri-Circle-D Ranch (sempre in Florida), una vera farm – in realtà un resort – ricostruita in ogni dettaglio fatta per sognare (un po’ come Disneyland…). Vi sono ospitati Appaloosa, Arabi, Clydesdale, Shetland e il pubblico può accedere in sella o in carrozza, a piccoli trekking esperienziali e sentirsi un novello pioniere. Se ci si arriva sotto natale, le gite sono in slitta nonostante la Florida non sia certo nota per le abbondanti nevicate…
In molti pensano che l’impiego dei cavalli (e di altri animali) in parchi dei divertimenti non sia etico. Altri invece ne riconosco una tra le poche possibilità per entrare davvero a contatto con gli animali.
E del resto, quello che era perfettamente etico nel 1955 oggi forse ha cambiato pelle… E andrebbe riconsiderato in una nuova veste. I cavalli sono sempre una attrazione irresistibile: basta capire come fare perché rinunciarci sarebbe un peccato.























