Agli Europei Mounted Games l’Italia ha confermato la crescita di un movimento che negli ultimi anni ha raggiunto un livello tecnico sempre più alto. Dopo la vittoria del titolo mondiale individuale di Andrea Farinetti, si è svolta dal 3 al 9 agosto la rassegna europea 2026 al Centre Equestre de La Bonde, in Francia, nell’ambito dei Campionati Europei IMGA a squadre e individuali.
Tre medaglie su quattro
Il format prevedeva quattro categorie, Under 12, Under 15, Under 18 e Open, sia per la competizione a squadre sia per quella individuale. Secondo il bilancio della spedizione italiana, gli azzurri hanno conquistato tre medaglie su quattro nelle gare a squadre, vincendo tutte le categorie tranne l’Under 18. Anche negli individuali l’Italia ha ottenuto risultati di rilievo: Lorenzo Lazzari ha conquistato il titolo Open; Riccardo Maccarone quello Under 15, categoria che ha visto un podio tutto tricolore grazie anche a Alessandro Piccioni e Filippo Bigal, mentre Chloe Lorenzon ha portato a casa un piazzamento sul podio nella categoria Under 12. Nell’Under 18, invece, non è arrivata una medaglia.

Un risultato costruito nel tempo
Il risultato complessivo ha fatto dell’Italia la nazionale che, secondo la valutazione tecnica raccolta al termine della manifestazione, ha meglio figurato nel confronto europeo. Non si tratta però di un risultato arrivato improvvisamente. Il movimento italiano era già in crescita negli anni precedenti e la struttura federale ha contribuito a consolidarne il livello.
Italia e Francia sono infatti i due Paesi nei quali i Mounted Games sono inseriti all’interno della rispettiva federazione nazionale; negli altri Paesi europei la disciplina è organizzata al di fuori delle federazioni nazionali, sotto il coordinamento dell’International Mounted Games Association, l’organismo internazionale che gestisce i principali campionati della disciplina. La stessa IMGA segnala il carattere internazionale e in crescita dei Mounted Games e, nel 2026, ha registrato per la prima volta la partecipazione della Repubblica Ceca agli Europei.
La continuità del lavoro federale
La maggiore strutturazione federale, secondo la lettura tecnica emersa dalla spedizione italiana, permette di lavorare con maggiore continuità e regolamentazione e contribuisce a creare un livello più omogeneo. I risultati ottenuti in Francia ne sono una conferma. Il livello tecnico italiano è stato sostenuto anche dal lavoro dei due tecnici federali, Filippo Chiarenza e Alessia Farinetti. Chiarenza ha seguito le categorie Under 18 e Open, Farinetti Under 12 e Under 15. Per Farinetti si trattava del primo anno nel ruolo, mentre per Chiarenza del secondo.
Il lavoro è iniziato dalla selezione e proseguito con il ritiro pre-Europei, organizzato a Tortona per tre giorni. Una parte importante della preparazione ha riguardato la costruzione delle squadre e le strategie di gara, fino alla scelta degli ordini di partenza nei singoli giochi.
Velocità, precisione e controllo
Nei Mounted Games la sequenza dei giochi viene stabilita con largo anticipo e non è quindi una variabile che i tecnici devono improvvisare durante il campionato. La struttura delle sessioni è costruita secondo criteri stabiliti dall’IMGA, alternando giochi con caratteristiche differenti: velocità, precisione e prove di risalita. Il mix è pensato proprio per evitare che una sessione sia composta da prove tutte dello stesso tipo.
La difficoltà, quindi, non è soltanto eseguire rapidamente un gioco e poi passare al successivo, ma gestire pony e cavaliere attraverso richieste molto diverse. Dopo una prova di velocità, per esempio, può essere necessario affrontare immediatamente una prova che richiede maggiore precisione e controllo.
La sfida mentale
Per i tecnici, tuttavia, la componente più delicata è stata soprattutto quella mentale. La capacità di mantenere concentrazione e motivazione è stata indicata come uno dei fattori decisivi dei risultati italiani. Non tutte le squadre hanno iniziato il campionato nel modo migliore e alcune hanno dovuto fare i conti anche con eliminazioni. La Open, in particolare, non partiva tra le favorite e non ha avuto un avvio positivo, ma nelle fasi finali è riuscita a recuperare e a competere per il risultato.
Il punto di forza è stato non perdere lo spirito di squadra. I ragazzi hanno saputo lasciare alle spalle gli errori e gli episodi negativi, continuando a costruire sulle prestazioni successive. Una capacità particolarmente importante nelle categorie più giovani: con ragazzi di dodici anni, un errore o un’eliminazione possono facilmente trasformarsi in un crollo della fiducia e della motivazione. In Francia, invece, le squadre italiane sono riuscite a mantenere la concentrazione fino all’ultimo gioco.
Anche il team building entra nella preparazione
Anche questo aspetto è stato affrontato durante il ritiro di Tortona. Non attraverso la presenza di un mental coach, ma con un momento specificamente dedicato al lavoro di squadra e al team building, condotto dagli stessi tecnici. È stata organizzata una sessione in aula dedicata alla costruzione della squadra e alla gestione delle dinamiche del gruppo. Un approccio ancora introduttivo, necessariamente leggero e senza la possibilità di affrontare in profondità gli aspetti psicologici, ma significativo perché ha introdotto nella preparazione federale una componente diversa da quella strettamente tecnica ed equestre.
L’idea, per il futuro, è che questo lavoro possa essere ulteriormente sviluppato anche con il supporto di uno specialista. La necessità di considerare la preparazione mentale come parte integrante della prestazione è ormai evidente anche in una disciplina nella quale velocità, precisione e sintonia con il pony rimangono elementi fondamentali.
Il confronto internazionale
I ragazzi convocati per gli Europei rappresentavano la fascia di vertice del movimento italiano ed erano stati selezionati proprio sulla base dei risultati e del livello espresso in Italia. Il confronto internazionale ha poi confermato la competitività del gruppo.
Sul piano internazionale, inglesi e francesi rimangono tra le nazioni di riferimento. Il 2026 ha inoltre segnato la prima partecipazione della Repubblica Ceca a un Campionato Europeo, mentre anche l’Austria ha portato squadre alla manifestazione. La presenza di nuovi Paesi è un elemento indicativo dell’allargamento del movimento, anche se per valutare con precisione l’evoluzione della partecipazione rispetto agli anni precedenti sono necessari dati ufficiali omogenei.
La verifica della condizione atletica
La preparazione non si è limitata al lavoro tecnico e alla gestione della squadra. Nel ritiro è stata verificata anche la condizione atletica dei convocati. Il programma di preparazione fisica era stato assegnato in precedenza ai selezionati, che dovevano svolgerlo autonomamente a casa; a Tortona è stato effettuato un test pratico di verifica. Il lavoro era stato impostato dal preparatore atletico Edoardo Bossi, che aveva già seguito i candidati durante un precedente appuntamento della cosiddetta Future List.
Ad aprile, infatti, era stato organizzato un ritiro dedicato a una rosa di circa quindici candidati per categoria. Da quel gruppo sono poi stati individuati i ragazzi destinati agli appuntamenti internazionali. I test atletici effettuati in quella fase hanno costituito un riferimento per la verifica successiva. La preparazione fisica è infatti una componente essenziale dei Mounted Games: dietro la velocità apparente delle prove ci sono equilibrio, coordinazione, resistenza, rapidità di movimento e capacità di mantenere precisione e controllo sotto sforzo.
Un agosto tutto internazionale
La stagione internazionale 2026 prosegue del resto con un calendario particolarmente intenso: dopo gli Europei di La Bonde, l’IMGA ha previsto il Campionato del Mondo a squadre a Lamotte-Beuvron svolto dal 10 al 16 agosto e il Mondiale a coppie in Francia che si sta svolgendo ora: dal 17 al 23 agosto.
La distinzione tra le diverse formule è importante. I campionati a coppie sono competizioni alle quali si accede con iscrizione individuale, mentre Europei e Mondiali a squadre sono appuntamenti per rappresentative nazionali, con i componenti scelti dalla Federazione. È proprio questa dimensione di rappresentanza nazionale a rendere particolarmente significativo il percorso di selezione, che comprende preparazione, valutazione tecnica, lavoro atletico e costruzione del gruppo.
Un movimento che cresce
L’esperienza europea ha dunque mostrato un’Italia competitiva su più fronti. Le medaglie sono il dato più immediato, ma dietro ai risultati c’è un percorso strutturato: selezione, preparazione atletica, ritiro, strategia, gestione dei pony e, sempre più, attenzione alla componente mentale. È su questo insieme di fattori che il Mounted Games italiano sta costruendo la propria presenza nel panorama internazionale.























