Dal 27 luglio al 23 agosto l’Italia dei Mounted Games è stata impegnata nei quattro principali appuntamenti della stagione: il Mondiale Individuale di Luhmühlen, gli Europei a squadre e individuali di La Bonde, il Mondiale a squadre di Lamotte-Beuvron e, infine, il Mondiale a coppie di Corné.
Un susseguirsi di competizioni che ha messo alla prova cavalieri e pony in tutte le principali categorie della disciplina e che, alla fine, restituisce un bilancio decisamente positivo per l’Italia.
Il primo appuntamento, dal 27 luglio al 2 agosto a Luhmühlen, in Germania, è stato quello del Mondiale Individuale. E l’Italia è partita subito con il botto, con Andrea Farinetti che ha conquistato il titolo mondiale Open, e il bronzo di Filippo Tresco nell’unser 18; risultati di grande prestigio che hanno dato il via a una lunga estate internazionale.
Senza praticamente soluzione di continuità, gli azzurri si sono poi spostati in Francia per gli Europei di La Bonde, in programma dal 3 al 9 agosto.
Il campionato comprendeva sia le competizioni a squadre sia quelle individuali, e anche qui l’Italia è riuscita a essere protagonista, raccogliendo risultati importanti in diverse categorie.
Ma proprio la particolare successione del calendario ha reso questa stagione diversa dal solito. Gli Europei si sono conclusi e, appena il tempo di voltare pagina, è arrivato il Mondiale a squadre di Lamotte-Beuvron. Le squadre italiane impegnate nei due appuntamenti non erano le stesse: una scelta legata anche alla necessità di gestire in modo diverso cavalli e cavalieri nell’arco di settimane caratterizzate da un calendario internazionale particolarmente fitto.
Il Mondiale a squadre
Dal 10 al 16 agosto, quindi, è stato il momento del Mondiale a squadre, disputato al Parc Equestre Federal FFE di Lamotte-Beuvron.
Ed è probabilmente proprio qui che è emerso uno degli aspetti più interessanti di questa estate. L’Italia ha chiuso il Mondiale al terzo posto nella categoria Open e al quarto nell’Under 18. Un podio e un quarto posto che confermano il livello raggiunto dalle rappresentative azzurre, ma che raccontano anche quanto sia sottile il margine che ancora separa l’Italia dalle nazioni di riferimento, Francia e Inghilterra.
Il livello della competizione era altissimo. Dopo un Europeo appena concluso, tutte le nazioni arrivavano al Mondiale con l’obiettivo di giocarsi al meglio l’appuntamento più importante della stagione. E in gare così equilibrate, a fare la differenza non sono necessariamente grandi lacune tecniche, ma una somma di piccoli dettagli.
La crescita della squadra
È proprio questo uno degli aspetti sui quali l’Italia può continuare a lavorare. La qualità tecnica dei nostri azzurri c’è e i risultati individuali e a coppie lo dimostrano.
É nelle competizioni a squadre che emerge l’importanza costruire il gruppo con maggiore continuità durante l’anno. Francia e Inghilterra hanno una tradizione di lavoro collettivo molto consolidata e riescono a trascorrere più tempo insieme durante la stagione; per l’Italia il margine di crescita può essere proprio quello di trasformare la qualità dei singoli in una squadra ancora più affiatata e abituata a lavorare insieme.
I quattro bronzi di Corné
L’ultimo appuntamento, dal 17 al 23 agosto all’Espace Equestre Corné, sempre in Francia, è stato il Mondiale a coppie, capitolo conclusivo di questa lunga estate internazionale.
Anche qui l’Italia si è messa in mostra conquistando la medaglia di bronzo in tutte e quattro le categorie (Open, Under 18, Under 15 e Under 12).
In Open il terzo posto è andato a Lorenzo Lazzeri su Cymboliek-C e Carolina Carpena su Vertigo d’Arquetan. Nell’Under 18 hanno conquistato il bronzo Federico Alpigiani su FM Taris Hollywod Queen e Giulio Cipolla su NH Call Me Snapperchex. In Under 15 sono salite sul terzo gradino del podio Ludovica Acerbi su Tijuana dell’Alba e Rebecca Donnini su Shardbeck Brown Sapphire, mentre in Under 12 ila medaglia di bronzo è stata indossata da Elisabetta Vy Uematsu su Verolien v.d. Smidlaan e Isabel Ronco su Melia.
Quattro podi distribuiti lungo tutte le fasce d’età. È questo il dato che forse racconta meglio la consistenza del movimento italiano: dall’Open ai più giovani, l’Italia è riuscita a rimanere nelle posizioni di vertice.
L’intesa delle coppie
Il Mondiale a coppie ha inoltre una caratteristica diversa rispetto alle competizioni a squadre. Mentre le rappresentative nazionali vengono selezionate, alle coppie basta l’iscrizione; questo significa che possono arrivare all’appuntamento internazionale binomi che hanno anche già costruito nel tempo una propria intesa.
È il caso della coppia Under 15 formata da Acerbi e Donnini, che già nel 2025 aveva conquistato il bronzo mondiale e che quest’anno è riuscita a confermarsi sul podio. Un risultato che assume un significato particolare proprio per la giovane età delle due atlete e per la continuità mostrata nell’arco di due stagioni.
Il bilancio dell’estate
Alla fine, quindi, il dato più interessante non sono soltanto le quattro medaglie conquistate a Corné. È il percorso complessivo di un’Italia chiamata, nell’arco di quattro settimane, a confrontarsi con tutte le formule dei Mounted Games e capace di lasciare il segno in ciascuna di esse.
Dal titolo mondiale individuale Open agli ottimi risultati degli Europei individuali e a squadre, passando per il terzo posto Open e il quarto Under 18 del Mondiale a squadre, fino ai quattro bronzi del Mondiale a coppie: una serie di risultati che conferma la crescita e la competitività del movimento italiano.
Resta naturalmente ancora qualcosa da costruire, soprattutto nella dimensione collettiva delle squadre e nella capacità di ridurre quei piccoli margini che, contro avversari di altissimo livello, possono trasformare piazzamento sul podio in una vittoria.
Ma proprio questo è forse il dato più incoraggiante: l’Italia è ormai stabilmente nelle posizioni che contano e può giocarsi le proprie possibilità di medaglia con le migliori nazioni internazionali.
Il ritorno all’attività nazionale
E adesso, dopo quasi un mese sui campi internazionali, si torna in Italia.
A settembre riprenderà l’attività nazionale con il Trofeo Federale Mounted Games, riportando in gara i protagonisti di questa lunga estate insieme a tutti gli altri cavalieri del circuito. Poi, dal 18 al 20 settembre, sarà il momento della terza tappa del Trofeo 4 Regioni a Cavaglià.
Una pausa breve, quindi, prima di tornare in campo. Con alle spalle un’estate intensa e, soprattutto, con la consapevolezza che il Mounted Games italiano fa parte delle migliori realtà internazionali.























