Un’amazzone e un cavaliere nella finale individuale del Campionato del Mondo per l’Italia. Giulia Martinengo Marquet e Piergiorgio Bucci sono ovviamente diversi: ma sono uguali… Li accomuna non solo la bravura e la bellezza della loro equitazione: anche e forse soprattutto la determinazione nella ricerca del risultato. Un risultato che non è solo quello agonistico, si badi bene: no, è soprattutto quello della loro esistenza di persone di cavalli.
Giulia Martinengo Marquet può facilmente non sembrare quello che in realtà è. La vediamo sempre così carina, gentile, intelligente, disponibile, sorridente: e non si tratta di artificio, lei è così davvero. Ma quello che tutto ciò nasconde allo sguardo di chi non conosce a fondo l’amazzone azzurra è la sua spietata forza d’animo interiore: dentro quel contenitore gentile ed elegante vive lo spirito di una tigre che quando punta la preda fa paura.
Giulia Martinengo Marquet ha una energia straordinaria dentro di sé: quella che le permette di pensare ‘cavalli e sport’ praticamente sempre. Così come la tigre quando è affamata vive per cacciare la preda, Giulia Martinengo Marquet vive per quello che fa. La sua è una inesauribile ricerca di miglioramento, di perfezionamento, di applicazione, di impegno… mese dopo mese, anno dopo anno, cavallo dopo cavallo, concorso dopo concorso. Inarrestabile. Incontenibile. Entusiasmante.
C’è quindi da stare certi sul fatto che ieri, oggi, domani… la nostra campionessa si stia interrogando con inesausta voracità sul perché di quei quattro errori – uno nella prima manche, tre nella seconda – nella finale del Campionato del Mondo ieri in sella al suo portentoso Delta de l’Isle. O meglio: le risposte se le sarà certamente già date, ma il suo cervello sarà comunque alacremente al lavoro per pensare a quali dovranno essere le condizioni per cui nel futuro più o meno prossimo tutto ciò possa essere migliorato.
La formidabile prestazione di Piergiorgio Bucci nella finale individuale del Campionato del Mondo ad Aquisgrana ha ovviamente richiamato tutte le attenzioni sia dei media sia degli addetti ai lavori: giustamente, ovvio. Ma questo non deve fare ombra su una realtà indiscutibile: Giulia Martinengo Marquet al suo primo Campionato del Mondo ha fatto una gara magnifica. L’esito della sua finale individuale non sposta di un millimetro questo bilancio: lei, il suo cavallo e gli altri tre binomi azzurri hanno ridato all’Italia la possibilità di gareggiare nuovamente alle Olimpiadi dopo ventiquattro anni di assenza della nostra squadra dai Giochi.
Bisogna fare un esercizio mentale: pensiamo a quello che abbiamo pensato e a come ci siamo sentiti durante tutti i giorni dei ventidue anni che ci hanno tenuto lontano dalla competizione a cinque cerchi. Le domande che ci siamo posti. Le accuse. Le polemiche. Le critiche. Il senso di frustrazione e talvolta addirittura di impotenza. Ventidue anni. E poi pensiamo a oggi. O meglio: alla sera di venerdì 21 agosto 2026. Facciamolo.
Ecco: Piergiorgio Bucci, Giacomo Casadei, Emanuele Camilli e i loro Hantano, Marbella du Chabli, Chacareno PS… e loro, Giulia Martinengo Marquet e Delta de l’Isle, tutti loro hanno messo fine a quei ventidue anni. Di una cosa possiamo star sicuri: per Giulia Martinengo Marquet è motivo di grande orgoglio personale essere protagonista di questa impresa. Ma da domani lei sarà già al lavoro per dimostrare che alle Olimpiadi non è solo importante esserci…























